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Il politicamente osceno

Il Politicamente Corretto (d’ora in poi semplicemente PC) è indiscutibilmente la moda del momento- Come tutte le mode, importata dal Paese-cesso (ci sua consentito, almeno in questa occasione, di prendere a prestito una definizione cara a Trump ed affatto indicativa del suo livello culturale) se mai ce n’è uno, e cioè gli USA, come peraltro si conviene ad una colonia ossequiosa e zelante qual è l’Italia.
Più precisamente, il PC è un tipo di ideologia, vale a dire l’ideologia che esprime la pretesa di determinati strati sociali, in particolar modo della piccola-borghesia “colta”, di dare una verniciatura teorica al proprio progresso sociale ed ai propri successi economici.
Al di là di questo, essendo il riflesso teorico di una mezza-classe instabile e priva di una storia politico-sociale propria, il PC si rivela una miscela di contraddizioni, alcune delle quali assumono le caratteristiche dell’assurdità e del ridicolo. A partire dalla pretesa che sia sufficiente cambiare il nome delle cose, la loro apparenza, per mutarne la sostanza. Come se, ad esempio, chiamare i ciechi “non vedenti”, comporti di per se stesso il superamento della loro cecità.
Da qui a passare all’assurdità più completa il passo è breve, talvolta inevitabile.
Se vi occorre un esempio, lo potreste senz’altro ottenere leggendo, l’otto gennaio scorso, sulle pagine fiorentine del Corriere della Sera, questa notizia:
Opera di Firenze, fischi dal pubblico
per il finale cambiato alla Carmen.

Applausi ma anche fischi dal pubblico domenica sera al teatro del Maggio musicale fiorentino in occasione del debutto della Carmen di Bizet con la regia di Leo Muscato che ha messo in scena l’opera col finale cambiato. A morire è don José, non la bella sigaraia che si ribella e gli spara (…). Una Carmen contro il femminicidio, quella portata in scena al Maggio, che già alla vigilia aveva suscitato reazioni per la modifica apportata al libretto originale…”.
Fin qui la cronaca del Corriere Fiorentino.
Da qui in poi, invece, la considerazione che l’esempio che vi abbiamo fornito risulterebbe semplicemente grottesco se non fosse, prima ancora, scandaloso e, anche per questo, demenziale.
Perché illustra a sufficienza  le assurdità che un certo tipo di femminismo (una delle versioni, quella per così dire “al femminile”, del PC) riesce a raggiungere, con grande indignazione non soltanto dei melomani.

Eugenio Colombo