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Barbarie sioniste

L’immagine che forse avete appena degnato di un’occhiata distratta fra un pasto ipercalorico e l’altro o nell’intervallo della partita della vostra “squadra del cuore”, ammesso che ne abbiate uno, ritrae uno degli ultimi istanti di vita (meglio sarebbe stato scrivere “di lotta”, anche perché una vita senza lotta non è tale, non è vera vita, e non solo nel Vicino Oriente) di un manifestante palestinese, con entrambe le gambe amputate, assassinato vigliaccamente da un cecchino dell’Esercito “più democratico del mondo”, l’Esercito dell’entità sionista che occupa illegalmente la Palestina, con la complicità dell’imperialismo yankee e del sedicente “Mondo Libero”.
Ibrahim Abu Thurayyah, un disabile palestinese costretto su una sedia a rotelle, è stato ucciso da un militare israeliano che gli ha sparato alla testa durante una delle manifestazioni degli ultimi giorni di un anno che si conclude nello stesso mondo in cui era iniziato: con un crimine sionista efferato e disumano.
L’uomo pochi giorni fa aveva registrato un video messaggio che era diventato virale in Israele: “Sto trasmettendo un messaggio all’esercito di occupazione sionista”, ha detto il 23enne, cui in passato sono state amputate entrambe le gambe. “Questa terra è la nostra terra, non abbiamo intenzione di mollare. L’America deve ritirare la dichiarazione fatta sul riconoscimento di Gerusalemme capitale di Israele”.
Prima della sua morte, Abu Thurayyah era diventato una delle figure-simbolo delle proteste lungo il confine che separa arbitrariamente la Striscia di Gaza dall’entità sionista. Nelle ultime due settimane, lui e migliaia di altri palestinesi  hanno manifestato duramente contro la decisione del presidente dello Stato-Canaglia per eccellenza, Donald Trump, di riconoscere Gerusalemme come capitale di “Israele”. E parecchi di loro sono morti, ovviamente senza che il Francesco tanto amato e venerato dalla feccia catto-comunista abbia speso per loro anche solo un velato accenno in una delle tante esternazioni “all’Urbe ed al Mondo” del periodo natalizio.
Sono morti a dimostrazione che si può morire anche per cause diverse dall’indigestione o dall’overdose.
Naturalmente, se si ha “un cuore”; e si decide di lottare, piuttosto che di spalmare la Nutella sulle fette di panettone…

Luca Ariano