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Il (Contrap)Punto: l'attuale fascismo

Un adagio popolare sostiene che al peggio non c’è mai fine: per onorare questa saggezza il PD non smette di dimostrare quotidianamente la propria servitù all’imperialismo, oltre che di occuparsi dei propri affarucci personali in sfregio ad un paese devastato prima eticamente che economicamente.
L’ultima, ma non originale, trovata porta la firma di uno dei camerieri meno dotati di Renzi, tal Nardella: per i più distratti (come dar loro torto…) il figlioccio è stato messo a fare il sindaco di Firenze.
La giunta cittadina, dicevo, ha lavorato alacremente per mettere a segno l’ennesimo sfregio alla più che traballante “libertà d’espressione” di questo paese.
Nessun spazio pubblico (sarà, ndr) disponibile senza avere in mano il certificato antifascista. L’ultimo Comune ad avere approvato il regolamento è stato quello di Firenze, il 18 dicembre. Per ottenere l’occupazione di suolo o di sale comunali servirà un’apposita «patente» in cui si dichiari che le iniziative non saranno ispirate a ideologie che richiamino il fascismo, il nazismo, il razzismo, l’omofobia e la transfobia.” (www.corriere.it, 21 dicembre 2017)
Come il famoso servo più realista del re, il consiglio comunale fiorentino  insieme a buona parte dell’oppozione, grillini compresi, ha dunque varato un regolamento che si allinea alla moderna propaganda “politically correct”, attuando una misura che dovrebbe indignare chiunque.
Chi decide se il cosiddetto “esame antifascista” (chiederanno anche la prova pratica?) per ottenere la patente è stato passato? Appare evidente che l’unico risultato sarà quello di decidere chi far tacere, in pratica chiunque non è allineato con la logora propaganda di regime.
Non stupisce, dunque, che i moderni “antifascisti da salotto” festeggino questo provvedimento.
Giova ricordare che un qualunque atto deliberato dal potere e teso ad approvare delle restrizioni alle opinioni divulgabili in pubblico, alla stessa maniera delle leggi “fasciste” e “fascistissime” durante il ventennio, è un gesto a favore del mantenimento dello status quo imperante, cioè di chi detiene quel potere e, ad oggi, ha la forza per farlo rispettare.
Fantascienza?
Giusto un paio di esempi per diradare i dubbi di chi avesse ancora un giudizio neutro su simile abominio: il paragone preferito che unisce senza distinzione di partito e posizione il corpo politico e popolare di questo paese è il parallelismo insulso che viene instaurato tra il nazismo ed il comunismo. Il passo è breve: se a Firenze per avere uno spazio pubblico devi fare abiura pubblica del nazismo e se nella vulgata popolare il nazismo ed il comunismo sono la medesima cosa, perchè dovrebbero dare la stessa sala a chi non abiura le esperienze comuniste od il marxismo? Quanto tempo passerà perchè ciò succeda?
Ed ancora: oggi criticare Israele viene sdoganato dalla propaganda come atto antisemita (non antisionista…). Se, in questo senso, per il “comune sentire” sei classificato al livello di nazisti, razzisti e xenofobi, interessandoti  della questione palestinese e criticando le posizioni di Israele potrai usufruire della famosa sala comunale?
Per concludere e riassumere: chi sono oggi i veri fascisti?
Dobbiamo proprio lasciare ai posteri la (poco) ardua sentenza?

Renato Battaglia