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Collusioni

I lettori de IL BUIO conoscono già i retroscena della “lotta contro il cancro” dichiarata da Papino Il Breve, peraltro sulle orme del suo predecessore teutonico del secolo scorso.
Quel che forse non sanno è che, ad agevolarlo in questa operazione politico-finanziaria, è l’astro nascente della Sinistra “sana e nuova”, e cioè quel Nichi Vendola che può “vantare”, si fa per dire, of course, l’appoggio ed il sostegno militanti di quell’altro campione del “modo nuovo di far politica” che è Spinello-Farina, il “portavoce” dell’Oratorio Laico Leoncavallo.

I fatti.
Il 28 maggio scorso, a Taranto, si è costituita, in presenza di un notaio, la Fondazione San Raffaele del Mediterraneo, che gestirà il complesso ospedaliero da costruire nel Quartiere Paolo VI della città pugliese.
Presidente? Ovviamente don Verzé; un don Verzé incurante del paradosso che il suo ennesimo investimento avverrà in una località che porta il nome del papa, Paolo VI, che, nel 1964, lo sospese dal sacerdozio con l’ammonimento “…occupati più dei sacramenti che degli affari”.
Il costo del nuovo Ospedale Polo Tecnologico è di 120 milioni di euro, interamente versati dalla Regione Puglia!
Ed è qui che, gli piaccia essere tirato in ballo o meno, c’entra Nichi Vendola, la Wanda Osiris della Sinistra, il “compagno di lotta” (e di bisboccia) dell’oste Farina.
Il Consiglio di Stato, di recente, ha sentenziato che la Fondazione San Raffaele “svolge attività commerciale…il fatto che non persegua utili o che gli utili siano reinvestiti nell’attività non esclude che essa svolge iniziative di carattere economico con modalità tali da consentirle di permanere sul mercato e di concorrere con altre strutture enti e società che operano nel settore sanità”.
Parole chiare, inequivocabili; che però non hanno indotto il “compagno” Vendola ad aprire una gara di appalto per la costruzione del nuovo nosocomio tarantino.
D’altro canto, la Fondazione San Raffaele del Mediterraneo rappresenta un altro esempio di “conflitto di interesse”, per il Superviagra Nazionale “compagno di merende” di filibustieri del genere di Brunetta, Bondi, Bertolaso e via con le altre lettere dell’alfabeto nelle iniziali.
Come i lettori più fedeli ed attenti de IL BUIO già sanno, infatti, alla fine dello scorso anno (2009), Papino il Breve si è aggiudicato, con il 24% delle azioni, la maggioranza della MolMed spa, che ha sede a Milano.
Tra i consiglieri di amministrazione della MolMed spa c’è Renato Botti, che è anche vicepresidente della neonata Fondazione San Raffaele: nella MolMed, lo abbiamo già detto, compare il figlio dell’Unto dal Signore, Luigi.
Sorvolando sugli altri (numerosi) intrecci, si arriva tranquillamente alla conclusione che i rapporti fra la Fondazione di don Verzé e la MolMed sono stretti ed evidenti. Almeno quanto quelli fra l’attuale Governo e la criminalità internazionale.
Ma ritorniamo a bomba, come disse il sicario della strage di Piazza Fontana.
Nel febbraio 2010, don Verzé, nel corso di una riunione a Taranto, dichiara: “Vengo in Puglia per trovare un amico, Vendola. Nichi, fossero come te tutti i politici. Non dovrei parlare di politica, ma ve lo confesso: Silvio Berlusconi è entusiasta di Vendola!” (cosa di cui non dubitavamo affatto).
Non è affatto difficile, a questo punto, comprendere la ragione per cui il Governatore della Puglia, il “compagno” Vendola,  ha scelto di creare una Fondazione ospedaliera non solo con don Verzé, con Botti, con il figlio dell’Unto e con il resto della (folta)  comitiva di farabutti…
Ah, dimenticavamo un ultimo particolare. Anzi, un’ultima notizia.
Che si poteva leggere su IL GIORNO del 15 giugno scorso.
Diversi ambulatori chiusi, disagi in radiologia e in alcune sale operatorie. E’ successo ieri all’ospedale San Raffaele per via dello sciopero e del corteo dei lavoratori del personale non medico del San Raffaele e del Laboraf. (…) che hanno incrociato le braccia per protestare contro gli organici ridotti all’osso e di conseguenza l’aumento dei carichi di lavoro”.

Eugenio Colombo