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Indecenze comunali

Apri il giornale e leggi che “il Comune (di Milano, ndr) ha chiesto i danni ai 5 anarchici greci (tutt’ora in Grecia) e a un italiano (latitante) per le devastazioni avvenute durante la manifestazione ‘No EXPO’ del 1°maggio 2015. Chiedendo di costituirsi parte civile, Palazzo Marino ha elencato le spese sostenute prima e dopo quei fatti. Tra questi, gli interventi per ‘ripristinare l’immagine della città, ripulire alcuni immobili, sostituire i cartelli stradali, semafori, lampioni, cestini e cassonetti, oltre all’organizzazione dell’evento ‘Nessuno tocchi Milano’ del 3 maggio, quando migliaia di milanesi scesero in piazza per ripulire la città”  (Metro del 16 novembre, pag.8).
Hai completato la lettura e sùbito ti domandi: da chi, se non da Loro, poteva arrivare un’enormità del genere? Da chi se non da un’ Amministrazione comunale “di sinistra”, di tutto ciò che può essere trasformato in denaro, Tradizione, Ideali, Princìpi e Diritto compresi?
Neanche Mussolini e lo Scelba ministro degli Interni negli anni più bui della repressione anticomunista attuata dalla “democradura” democristiana arrivarono a pensare, e soprattutto ad attuare,  provvedimenti anti-democratici ed infami del genere di quelli decisi da una Giunta che ormai solo le proverbiali maestrine dalla penna rossa, con annesso codazzo starnazzante e molesto di finti-sinistri, di leoncavallini pentiti e di piccolo-borghesi radical-chic possono considerare “di sinistra”.
E’ mai successo, nella criminale storia della Repressione che venisse chiesto il “pagamento dei danni” per risarcire manifestazioni (della nuova famigerata “maggioranza silenziosa”) convocate per delegittimare chi è sceso in piazza per esercitare, a prescindere dalle forme di lotta impiegate, il proprio diritto al dissenso?
E il risarcimento per le spese mediche sostenute per rimediare alla depressione in cui precipitarono i componenti della Giunta “di sinistra” dell’epoca dopo aver assistito alle contestazioni anti-EXPO?
E il rimborso per le cifre uscite dalle casse del Comune per “ricompensare” i pennivendoli ed i media di regime assoldati per denigrare e criminalizzare in tutti i modi i manifestanti?
In omaggio a questa (pseudo) logica, che potremmo definire della “punibilità degli effetti collaterali e/o indotti”, i reati non avrebbero limiti, temporali e non, di pena: un’autentica rivoluzione nel campo dello stesso Diritto borghese.
Complimenti allora, per dirla con Lenin, agli “utili idioti” che si tapparono il naso (per non sentire la propria puzza) che si illusero di “scegliere il meno peggio” rispetto ai candidati dichiaratamente di Destra votando quelli dello schieramento solo formalmente opposto senza neppure sospettare che il peggio” non ha tessere di partito, nel senso che ha la tessera di tutti indistintamente i partiti, compresi quelli “di sinistra”.

Luca Ariano