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Dal web a Il Buio

Rubrica periodica
LA TIRANNIA DELLA DEMOCRAZIA

L’articolo che vi proponiamo oggi (e che abbiamo ripreso dal sito www.contropiano.org, dove può essere consultato nella sua versione integrale) richiama ancora una volta l’attenzione non solo sul ruolo dei media in generale, e della carta stampata in particolare, ma soprattutto su chi se ne serve, in questo caso gli onnipresenti Servizi (segreti). I quali, a loro volto, operano a favore e negli interessi di coloro che detengono il Potere.
E’ infatti soprattutto in un regime che si autodefinisce impropriamente ed abusivamente “democratico” che i mezzi di comunicazione di massa rappresentano uno degli strumenti più efficaci ed importanti grazie ai quali la borghesia imperialista esercita la propria tirannia di classe.
Un’esagerazione frutto di un pregiudizio politico? Nient’affatto. Figuratevi che persino un vecchio (addirittura del 1964!) rapporto della Polizia segreta messicana condivide questa conclusione. Eccovelo sùbito dimostrato, a scorno degli increduli: “La propaganda politica deve utilizzare tutti i mezzi di comunicazione – la carta stampata per i più istruiti, le immagini grafiche, le tecniche audiovisive della radio, della televisione e del cinema per i meno colti – (così, ndr) potremo concepire un mondo dominato da una tirannia invisibile che adotterà l’immagine esterna di un governo democratico” (AGN, Archivi generali della nazione, fondi della Direzione Generale delle ricerche politiche e sociali-DGIPS)
Più chiaro di così…!
Red2

I soldi dei servizi segreti per influenzare i mass media
di Federico Rucco
Il Sole 24 Ore è un giornale propriamente padronale, nel senso che il suo azionista di riferimento è Confindustria, ossia l’associazione dei “padroni” (sempre più distinti tra azionisti e manager, ma contro di noi vanno d’accordissimo). Eppure su molte cose spesso non ha perso gli spunti del vero giornalismo d’inchiesta.
Un articolo uscito il 16 novembre scorso, ha svelato non solo l’esistenza di molti conti bancari dei servizi segreti – l’Aisi in questo caso – dentro la Banca Popolare di Vicenza, (oggi al centro di una nuova tormenta bancaria), ma anche e soprattutto l’obiettivo di questa liquidità finanziaria dei servizi segreti: far arrivare soldi a chi in qualche modo è vicino o dà una mano all’attività dei servizi. Si tratta dei cosiddetti agenti di influenza (“attività condotta da soggetti, statuali o non, al fine di orientare a proprio vantaggio le opinioni di un individuo o di un gruppo”; definizione vaga, o comunque vasta, che inquadra ambiti tipici della politica).
Tra questi, è scritto testualmente, una tipologia di influencer davvero particolare: “Ci sono giovani autori e registi di fortunatissimi programmi di infotainment di tv nazionali private, conduttori di trasmissioni di successo sulla radio pubblica, fumettisti vicini al mondo dei centri sociali”. Cominciano così ad essere più chiare le motivazioni di alcune “sovraesposizioni” o, al contrario, omissioni e rimozioni nel sistema informativo del nostro paese. Del resto il caso dell’agente Betulla (l’ex vicedirettore di Libero, Farina, ndr) non è ancora finito nel dimenticatoio.
Quindi si conferma l’attenzione dei servizi segreti verso soggetti che hanno il compito di “influenzare” l’opinione pubblica tramite i talk show o trasmissioni, o addirittura in settori di movimento. Naturalmente in cambio di una munifica ricompensa monetaria. L’inchiesta del Sole 24 Ore si guarda bene dal rivelare i nomi di questi beneficiari dei finanziamenti dei servizi segreti nel mondo dei media e dei centri sociali, adducendo difficoltà (anche se dai dettagli si capisce che ne sono perfettamente a conoscenza tramite documenti “letti in chiaro”), ma la loro funzione emerge in modo piuttosto esplicito. (…)