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Cibo e benedizioni

L’affare Kosher e delle diete etiche

Il cibo kosher è quello che, secondo la religione ebraica, rispetta ciò che Dio ha comandato al riguardo. Tutto ciò deve aver pesantemente condizionato i consumatori italiani se è vero che, solo nel 2016, l’incremento dei prodotti venduti con la certificazione kosher hanno registrato un aumento del 7,8 %.
Questi prodotti, che sia detto per inciso sono certificati a pagamento da un rabbino che ne verifica il preciso rispetto delle regole e l’utilizzo di macchinari riconosciuti, hanno un prezzo superiore a quello di prodotti simili, ma che non possono vantare cotanto imprimatur.
Il prodotto kosher è presentato, per definizione, come prodotto di qualità e solo in Amerikkka rappresenta un giro d’affari di circa 150 miliardi di dollari l’anno. Feticismo della merce?
In effetti exploit simili nell’incremento delle vendite sono stati registrati anche per i prodotti dedicati ai vegani, per i prodotti biologici e per tutti quelli che in qualche modo attestano una supposta “etica superiore” nel modo di produzione di questi beni.
Sono tanto particolari questi prodotti?
Il consumatore è indotto all’acquisto nella convinzione che questo faccia bene a se stesso, al mondo e, magari, alla propria coscienza animalista.
E’ davvero così?
Se tutte queste supposizioni fossero fondate gli israeliani, che sono i primi consumatori dei prodotti divini per antonomasia, dovrebbero essere i più sani e i più longevi al mondo… ma le cose non sono come sembrano. Anzi è l’esatto contrario: gli israeliani sono tra i più malati al mondo (il cosiddetto paradosso israeliano).
Beh… una persona con un minimo di raziocinio potrebbe facilmente intuire che, ad esempio, un pesce con le pinne (ammesso dalla dieta kosher) non è per forza più sano di un pesce senza pinne (non ammesso); allo stesso modo dovrebbe risultare alquanto bizzarra l’idea che un animale sgozzato e dissanguato soffra di meno (ammesso) rispetto a quello ucciso rapidamente con una scarica elettrica (non ammesso).
Bizzarro, allo stesso modo, dovrebbe  essere il fatto di considerare etica la dieta vegana.
I dati dimostrano, infatti, quanto i prodotti alla base di tale modello nutrizionale abbiano registrato un aumento dei prezzi di tipo esponenziale rendendoli inaccessibili al resto del mondo non occidentale. E così in Perù i bambini risultano essere colpiti da malnutrizione essendo stati privati della quinoa, ormai troppo costosa, destinata com’è ai menù vegani.
Benedetto colui che mangia nel nome del signore… terreno o divino che sia.

MR