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Conferme e nostalgie

Anche Casa Pound prende le distanze da Roberto Spada.
Per paura di una testata
”.
Anonimo

Elezioni regionali in Sicilia. Cateno (nome profetico, se mai ce n’è uno, come vedremo di qui a poco) De Luca, di professione imprenditore edile, iscritto all’UDC, uno degli innumerevoli pianetini del sistema solare che aveva al proprio centro la “vecchia” Democrazia Cristiana, viene eletto con 5.418 preferenze. De Luca, solo tre anni fa, quand’era sindaco, era finito in galera per “appalti sospetti”.
Ciò nonostante, migliaia di siciliani lo hanno scelto come loro rappresentante.
C’era da aspettarsi qualcosa di diverso da un popolo, quello italiota, che ha fatto dell’opportunismo, del servilismo, della corruzione e della criminalità i propri tratti nazionali distintivi?
Da questo episodio, solo una conferma, dunque.
Ad una conferma fa però da contrappeso una smentita.
Che arriva da un episodio di cronaca nera verificatosi ad Ostia.
Tale Roberto Spada, un mafiosetto il cui aspetto fisico conferma le teorie lombrosiane relative alla possibilità di dedurre il livello di intelligenza di un individuo solo osservandone i tratti somatici, aggredisce a testate (già l’arma usata rende conto del livello di intelligenza e di serietà dell’idiota in questione) un giornalista della RAI. Lui, un mafioso e soprattutto, a quanto si dice, simpatizzante di Casa Pound, dunque un fascista che più fascista non si può, neanche ricorrendo all’appropriata tintura, che cosa fa? Si giustifica con questo post su Facebook (e poi c’è chi nega che Facebook conceda ai dementi il diritto di non vergognarsi di essere tali!): “Perdonatemi. Si è introdotto (il giornalista, ndr) nella mia palestra insistendo a far domande nonostante io non volessi rispondere, turbando mio figlio, voi cosa avreste fatto?”
Un (supposto) super-fascista che prima si rende responsabile di un atto di aggressione subito dopo si pente , si giustifica e chiede scusa. Roba da non credere.
Insomma, se gli Italioti sono sempre quelli di sempre, i Fascisti, al pari peraltro dei “Comunisti”, non sono più quelli di una volta…

E. C.