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Cose coreane

Che i giornaloni ed i TG di regime (ma non solo quelli) siano altrettanti uffici-stampa degli USA, lo si sapeva.
Ciò nonostante, suscita indignazione e disgusto la faziosità, mista a razzismo, con cui, nei giorni scorsi, sono state fornite all’abituale, ed ormai assuefatto, pubblico di boccaloni e di sprovveduti la notizia sugli esperimenti atomici condotti dalla Repubblica popolare democratica di Corea.
“Nuova provocazione della Corea del nord”; “La Corea del nord sfida…”,”Il tiranno nordcoreano minaccia gli USA…”, e via vomitando insulti, menzogne e calunnie dirette, fra l’altro, a denigrare un popolo che, a differenza ad esempio di quello italiota, fa dell’indipendenza nazionale e della dignità le proprie caratteristiche peculiari.
A tutti costoro, e, in quanto ultima voce in ordine di tempo aggiunta al coro di celebratori delle lodi e delle virtù della presunta Democrazia occidentale e della politica yankee, al sorprendente Ministro della Guerra francese, la signora Florence Parly, cui si deve la grottesca e fantasiosa rivelazione che “il vecchio continente rischia di finire nel raggio dei missili di Kim Jong-un prima del previsto” (previsto da chi? da autori di storie fantasy? dal codazzo di analfabeti cocainomani autonominatosi “consulenti di politica internazionale” di Trump?), ci limitiamo modestamente a ricordare che:
- Il colonnello Gheddafi aveva rinunciato a qualsiasi programma nucleare ed aveva permesso ispezioni della CIA in tutto il territorio libico. La qual cosa, tuttavia, non lo salvò quando USA e NATO decisero di aggredire il popolo libico e di distruggerne lo Stato, dando via libera alle imprese criminali e stragiste dei tagliagole islamisti locali foraggiati ed armati dall’Occidente. Se la Libia avesse avuto armi nucleari, e se le avesse avuto Saddam Hussein in Irak, nessuno avrebbe osato attaccare l’una e l’altro. E’ meglio dunque avere armi nucleari, piuttosto che non averne. Dove averne comprende anche l’ospitarne “per conto altrui”, come nel caso, vergognosamente fatto passare sotto silenzio dalle stesse sedicenti “opposizioni” di casa nostra, della sessantina di ordigni disseminati qua e là in tutto il territorio di un Paese di servi che rivolgono periodicamente la parte meno nobile del corpo umano verso Washington.
- L’indignazione nei confronti del governo della RPDC e delle sue scelte strategiche (di difesa nazionale, dunque di sopravvivenza) non è mai stato manifestata – e séguita colpevolmente a non essere manifestata – verso l’entità sionista. E ciò nonostante, un giorno sì e l’altro pure, Israele minacci di usare contro l’Iran “atomiche tattiche”. Di cui dispone in abbondanza a dispetto del diritto internazionale e dei trattati di non-proliferazione nucleare.
Israele, inoltre, come riferito da Il Fatto Quotidiano dell’11 settembre scorso, sta testando proprio in questi giorni  un nuovo missile nucleare balistico intercontinentale, il Jericho IV, “in grado di colpire qualsiasi bersaglio sul pianeta”
In definitiva,  e per chiudere queste note, non c’è alcun bisogno di sventolare la minaccia di una presunta e fantasiosa “minaccia coreana” per cercare vanamente di occultare l’ennesima dimostrazione dell’asservimento più totale agli interessi ed alla politica imperialista degli USA e della NATO di un Governo di lacché che, “di sinistra” ha da sempre soltanto il ghigno falsamente pacifista.

Red8