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Bugie presidenziali

In un’intervista concessa (i sovrani concedono, non rilasciano) al quotidiano La Repubblica il 3 agosto scorso, l’ex-compagno, l’ex presidente della Repubblica, l’ex leader della corrente migliorista del (fortunatamente) defunto PCI e via elencando militanze del passato puntualmente rinnegate, Giorgio Napolitano, ha dichiarato che non fu lui, all’epoca Presidente della Repubblica in carica, bensì il governo-Berlusconi “a volere il coinvolgimento militare dell’Italia” nella campagna del 2011 contro il governo libico conclusasi, il 20 ottobre dello stesso anno, con il barbaro ed infame assassinio del “dittatore libico” Gheddafi.
Fu l’inizio, come certo ben ricordano i nostri lettori, del caos che ha provocato, fra l’altro l’ingovernabilità della Libia “liberata dal Tiranno”, l’”invasione” attuale dei migranti e la diffusione dei tagliagole islamisti dell’ISIS in tutto il nord-Africa.
Questo vergognoso ex di tutto (ex-fascista in quanto aderente ai Gruppi Universitari Fascisti, insieme peraltro con un altro noto voltagabbana come il “compagno” Pietro Ingrao tanto caro ai sedicenti e falsi “comunisti” da parrocchietta de Il Manifesto; ex-stalinista filo-sovietico nei giorni dell’invasione dell’Ungheria; alla fine ultra-filoyankee apprezzato dal criminale segretario di Stato USA, Henry Kissinger) non sa cosa sia il pudore, non parliamo della verità storica.
Perché (e la Storia è lì a dimostrarlo) si adoperò in tutti i modi, compresi quelli illeciti, nella sua veste istituzionale di comandante delle Forze Armate del nostro sfortunato Paese, per abbattere un “regime” sgradito all’imperialismo yankee. E ad una sedicente Sinistra al pari del Nostro da sempre venduta, bugiarda e voltagabbana.

Luca Ariano