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L'aiuto

In poco più di vent’anni l’Italia ha raggiunto e superato la media europea in termini di presenza della popolazione immigrata sul totale dei residenti, passando da circa 500 mila stranieri agli oltre cinque milioni (5.364.00) di oggi, per un totale di ben 198 nazionalità presenti
N. Petrovic, in Limes n.7, 2016

Matteo Renzi, la disgustosa pantegana che contende al boia yankee Richard Nixon il primato delle fanfaronate politiche e del livello di intelligenza inferiore alla media, riferendosi ai migranti ha di recente dichiarato, in uno dei suoi innumerevoli (ma tutt’altro che memorabili) post sui canali social del PD,  che “noi non abbiamo il dovere morale di accoglierli, ma abbiamo il dovere morale di aiutarli a casa loro”.
Bene, giusto, verrebbe da commentare la dichiarazione del segretario di un partito che annovera fra i propri consiglieri comunali e, nel nostro caso pure provinciali, tale Diego Urbisaglia, un miserabile che, come unica occasione per segnalarsi ed uscire in tal modo dall’anonimato a cui sono comprensibilmente consegnati i renziani come lui, ha trovato un giudizio (affidato ad un post del 20 luglio scorso a commento dell’anniversario dell’assassinio di Carlo Giuliani, il giovane militante caduto durante gli scontri del G8 di Genova del 2001) in cui vomita il proprio livore reazionario ed anti-comunista sostenendo che “oggi, nel 2017, che sono padre, se ci fosse mio figlio dentro quella campagnola gli griderei di sparare e di prendere bene la mira” (cfr, fra gli altri quotidiani, Il Giorno del 21 luglio scorso).
Giusto il suggerimento dell’ex-presidente del Consiglio, dicevamo.
Se non fosse che, come ha osservato Ilda Curto, già assessora del Comune di Torino, “aiutarli a casa loro comporterebbe costi, non solo economici, di gran lunga più alti  di quelli che comporta l’accoglierli “ a casa nostra”.
Nonostante ciò, ben vengano i suggerimenti del Superballista fiorentino.
Finalmente niente più armi e tecnologie militari vendute a regimi dittatoriali ed autoritari (l’Italia occupa l’ottavo posto nella classifica mondiale dei Paesi esportatori di armi!); niente più aiuti economici e finanziari  a governi corrotti e liberticidi; niente più sfruttamento delle regioni da cui arriva gran parte delle materie prime di cui necessitano le industrie italiane; e via scorrendo l’elenco delle voci che compongono il menù del “vorrei ma non posso”.
Perché ben altro comporta e richiede la logica del Capitale finanziario e delle multinazionali del cui programma Matteo Renzi è lo strumento e l’esecutore.
Uno strumento fanfarone, pagliaccesco ed indifendibile, certo, ma pur sempre e comunque uno strumento.
In quanto tale obbligato a fare non ciò che dice ma ciò che lor signori (in primis quelli d’Oltreoceano) gli ordinano ed impongono.

Luca Ariano