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Il boy-scout armato

Il boy-scout di Firenze, alias Matteo Renzi, lo sa persino il mio vicino di casa, il cui livello di informazione/cultura non va oltre la conoscenza della formazione del Milan, non è più il Presidente del Consiglio in carica. Anche se, spauracchio e timore di tutti i cittadini onesti di questo nostro Paese di disonesti per vocazione storica e per volere di dio e del Vaticano, non ha rinunciato all’ambizione di tornare a esserlo presto.

Quando il suo replicante, l’ex catechista ed ex dirigente del Movimento Studentesco romano, Paolo Gentiloni, gli restituirà il testimone della staffetta governativa.
Comunque sia, non tutti sanno che, nei 1024 giorni di permanenza a Palazzo Chigi, un primato storico Matteo Renzi lo ha senz’altro stabilito: ha sestuplicato, dicesi sestuplicato!, le autorizzazioni per l’esportazione di armamenti!
Un bel primato davvero, per un Governo “di sinistra”, amante della pace e strenuo difensore della Costituzione più bella del mondo (“compagna” Boldrini dixit!), che, sia ricordato per inciso, sarebbe tale anche perché aborre e ripudia la guerra in quanto tale!
In realtà, dal giorno del giuramento (22 febbraio 2014) alla conclusione dell’esperienza a capo dell’Esecutivo (12 dicembre 2016), il governo del boy-scout fiorentino ha fatto salire le licenze per esportazioni di sistemi militari da poco più di 2,1 miliardi ad oltre 14,6 miliardi, con un incremento, udite udite!, del 581 per cento.
L’Italia vende soprattutto aerei e bombe. Oltre agli aeromobili – che “pesano” per 8,8 miliardi di euro – la categoria di armamenti più venduta dall’Italia è quella di bombe, siluri razzi, missili e accessori (1,2 miliardi). Se ci limitiamo al 2016, le esportazioni italiane di armamenti hanno raggiunto i 14,6 miliardi di euro, con un aumento dell’85,7% rispetto ai 7,9 miliardi del 2015 (cfr. la Relazione annuale al Parlamento in materia di armamenti, inviata dalla Presidenza del Consiglio).
Un record storico, che colloca l’Italia – un Paese di santi, di navigatori e, a questo punto, di fabbricanti di armi esportate in 82 Paesi, molti dei quali coinvolti in guerre sanguinosissime – ai primi posti nella graduatoria relativa alla penetrazione nel mercato mondiale degli armamenti.
Un record che, comunque, si avvicina ad essere battuto dalle decisioni del Governo attualmente in carica. Un Governo di ex boy-scout e di ex pacifisti che, alla sbandierata “forza della Democrazia e della Ragione”, dimostra di preferire quella, a chiacchere aborrita, delle armi.
Utilizzate dai clienti di un mercato che prospera perché c’è qualcuno che le produce e le vende…

Red2