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C’é lodo e lodo

I fatti sono noti.
Più di sei anni fa, per la precisione il 17 febbraio 2003, a Milano, l’imam Abu Omar viene sequestrato da mercenari della solita CIA e del servizio segreto militare italiano, il SISMI.
Dopo il trasferimento nella base militare di Aviano, nel Veneto leghista da cui, solo pochi anni prima, si erano levati i bombardieri che il governo “comunista” dell’ex compagno D’Alema aveva mandato a massacrare il popolo serbo, Abu Omar viene imbarcato su un volo diretto in Egitto, nelle cui galere “segrete” sarà a lungo torturato.
La Procura del capoluogo lombardo apre un’inchiesta e, nonostante i depistaggi e le false informative fornite dai due servizi, chiede di poter avere i documenti in possesso del governo e relativi al sequestro dell’imam. Il governo oppone il “segreto di Stato”.
La Procura non si da per vinta: prosegue le indagini e, individuati i responsabili, rinvia a giudizio alcuni mercenari del SISMI e della CIA, responsabili a diverso titolo del sequestro.
A questo punto, il governo pone nuovamente, su altri documenti in precedenza “non secretati” ed allegati nella richiesta di rinvio a giudizio, il “segreto di Stato”.
Non solo.
Il governo fa seguire anche la richiesta di invalidare tutte le indagini a quegli atti collegate. Del conflitto fra le richieste del governo e le iniziative della procura milanese viene investita la Corte Costituzionale.
La quale NON rinviene l’illegittimità costituzionale di opporre il “segreto di Stato” su un vero e proprio sequestro di persona finalizzato a sottoporre un uomo a tortura. Vale a dire ad un tipo di azione che viola quei diritti umani che dovrebbero essere alla base di ogni ordinamento democratico.
Tutto ciò nonostante:
- numerose risoluzioni del Parlamento europeo abbiano sancito l’illegalità delle cosiddette “consegne straordinarie”;
- la risoluzione 1507/2007 abbia stabilito che non é possibile utilizzare il “segreto di Stato” per impedire gli accertamenti giudiziari o parlamentari su questo tipo di violazione dei diritti umani;
- La Corte europea dei diritti dell’Uomo abbia ribadito che “l’articolo 3 proibisce in termini assoluti la tortura o le pene o i trattamenti inumani e degradanti, sancisce uno dei valori fondamentali delle società democratiche. Non prevede limitazioni, e” non subisce alcuna deroga, anche in caso di pericolo pubblico che minacci la vita della nazione” (sentenza n,12584/08);
Le Corti Internazionali, insomma, hanno stabilito che:
- i mercenari dei servizi segreti che hanno operato nelle cosiddette “consegne straordinarie” sono dei criminali;
- il sequestro e la tortura di un uomo non possono essere giustificati in nessun caso, neppure in quello di un pericolo che minacci la nazione, dal momento che il rispetto dei diritti umani rappresenta la discriminante tra le società sedicenti “democratiche” e quelle dittatoriali;
- i governi non possono utilizzare il “segreto di Stato” per impedire alla Magistratura di perseguire penalmente gli autori di questo tipo di reati.
Nonostante tutto ciò che precede, la Corte Costituzionale, l’organo che la Sinistra demente e reazionaria ha elevato agli altari dopo la sentenza sul cosiddetto ”lodo-Alfano”, non solo non ha dichiarato incostituzionale il “segreto di Stato” posto dal governo, ma addirittura lo ha ampliato confermando la validità persino del “segreto di Stato” posto tardivamente.
A dimostrazione che, nello Stato democratico, “tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge”. Tutti tranne: i mercenari dei servizi segreti, i funzionari di polizia, i poliziotti, i parlamentari, Berlusconi, ecc. ecc.

Eugenio Colombo

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