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Terroristi sempre e solo islamisti?

I media danno la notizia di un attentato terroristico in qualche parte del mondo, e la cosiddetta “opinione pubblica” cosa fa?
Lo attribuisce pressoché automaticamente, per una sorta di riflesso condizionato che avrebbe fatto la felicità di Pavlov, ai… “soliti” estremisti islamisti. Come se terrorismo e islamismo radicale fossero sinonimi.
Ma si tratta di una relazione fondata, confermata ed avallata cioè dai fatti?
A dispetto dei propagandisti di regime, e non solo di quelli arruolatisi nella Lega e nelle fila della destra razzista e neo-fascista, parrebbe proprio di no.
Almeno stando ai risultati delle ricerche universitarie  e dei dati tanto dell’FBI yankee quanto dell’EUROPOL, cioè delle polizie europee. Per i quali solo una piccola  parte degli attacchi terroristici sono compiuti dagli “islamisti”, dagli “jihadisti” o da gruppi affini.
Per fare solo un esempio, fra il 1980 ed il 2005, solamente il 6% degli attacchi terroristici verificatisi negli USA sono attribuibili alle categorie testé citate, mentre oltre il 90% è stato compiuto da altri gruppi: ispanici, cristiani, ebrei di estrema sinistra, ecologisti, suprematisti bianchi di estrema destra, gruppi anti-governativi, separatisti, sovranisti e via elencando.
Anche nel decenni successivo al 2006, dunque in un periodo contraddistinto  dalla “fiammata” jihaidista, la maggior parte delle perdite occidentali in vite umane sono state causate non dall’estremismo islamista, bensì da altri tipi di terrorismo. Proprio come nel caso, appena ricordato, degli USA.
Per quanto riguarda invece l’area UE, sono pochissimi gli anni in cui il terrorismo islamista conquista la vetta della classifica del numero delle vittime di attentati, suicidi e non.
Dal 1970 al 2016, per un periodo cioè che copre mezzo secolo!, il terrorismo islamista ha avuto la meglio sugli altri tipi di terrorismo, soltanto in cinque anni: nel 2004-2005 (attentati di Londra e Madrid), nel 2012 (Tolosa e Montauban) e nel 2015-2016 (attacchi a Charlie Hebdo, 11 novembre, Bruxelles e Nizza, benché in quest’ultima circostanza l’attribuzione sia a tutt’oggi incerta).
In definitiva, la menzogna ripetuta al punto di essere diventata ormai luogo comune che i peggiori terroristi sono sempre e comunque quelli islamisti sta in piedi solo in virtù di un gioco di prestigio semantico tanto semplice quanto efficace: la riduzione del termine terrorismo al solo terrorismo NON DI STATO.
Quando invece è proprio lo Stato il primo il primo terrorista quanto a numero di vittime civili direttamente o indirettamente provocate. Basti pensare, per ricordare il caso italiano, alla bomba di Piazza Fontana, a quella di Piazza della Loggia, all’Italicus, all’attentato alla stazione di Bologna, e via sgranando un rosario di crimini e di stragi che è poco definire criminali.
E, se si parla di terrorismo di Stato, non si può certo tacere il caso dell’entità sionista, questa costruzione coloniale guidata da estremisti religiosi (ma non di sicuro musulmani) e di fanatici che hanno fatto del terrorismo il loro programma politico, il loro sistema di governo. Migliaia di civili palestinesi massacrati, abitazioni rase al suolo, insediamenti illegali, crimini dei coloni, prigioni stracolme di civili molte volte in attesa di conoscere il reato a loro attribuito, ospedali bombardati, case e scuole bombardate…
Chi sono e dove vanno ricercati, allora, i veri terroristi? Da dove arriva e dove si cela, dati alla mano, la vera, incessante ed (apparentemente) insospettabile “minaccia terroristica”?
Ora lo sapete. Ma se non ve ne eravate resi conto prima non è solo perché non avevate mai letto IL BUIO…

Red5