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Di pidocchi e parassiti vari

L’ultima (in ordine di tempo) manifestazione milanese in occasione del 25 aprile non ha visto soltanto, a beneficio di una Politica ormai ridotta, in omaggio a Guy Debord, a puro e semplice spettacolo, l’ennesima contestazione a base di insulti verbali contro la presenza nel corteo di una rappresentanza della Brigata Ebraica, un reparto militare aggregato alle Armate regolari anglo-americane che operarono in Italia sul finire della Seconda guerra mondiale. Ha fatto registrare anche l’ennesima, a dir poco scandalosa, partecipazione, tollerata vergognosamente dalla quasi totalità dei manifestanti e degli Organizzatori ufficiali, di un pugno di pornografici sostenitori e/o simpatizzanti della sedicente Opposizione moderata siriana, un cartello di tagliagole islamisti finanziati, protetti ed armati (nient’affatto solo ideologicamente) dall’Imperialismo yankee e dai suoi servi, medio-orientali e non.

Di questi autentici pidocchi, schifosi come tutti i parassiti, non ci occuperemo più del necessario. Per l’istintiva ripugnanza che ci procura la semplice idea che possano esistere e manifestarsi, senza essere ogni volta calpestati, rettili velenosi del genere.

Ci limiteremo, piuttosto, a riproporre una testimonianza pubblicata… quasi tre anni fa (!) sul sito www.iskrae.eu.

A conferma, fra l’altro, del grado di imputridimento, di infiltrazione e di scadimento politico-ideologico di una falsa Sinistra in putrefazione. Uno stagno nauseabondo in cui sopravvivono, grazie a complicità facilmente individuabili, rettili che smentiscono la legge darwiniana della sopravvivenza del più adatto.

Luca Ariano

Perché non andrò più a certe manifestazioni per la Palestina

di Raffaele Simonetti

Il perché è presto detto.

Se la coerenza non ha ancora ceduto il posto all’imbecillità, non è ammissibile: andare a manifestare per la Palestina, notare una bandiera della Siria con tre stelle (cioè del sedicente Esercito Siriano Libero che, per conto dell’imperialismo occidentale, combatte il governo legittimo) e scoprire che non si è trattato di una “distrazione” di chi ha promosso la manifestazione perché, anzi, gli organizzatori sono pienamente schierati con quella parte. Tutto qui. Chi era solo incuriosito dal titolo può anche risparmiarsi di leggere il resto. Continui a leggere chi ritiene che, nel variegato campo degli attivisti per la Palestina, sia importante la massima chiarezza, in quanto ogni ambiguità non può che essere controproducente. È per questo che non mi faccio scrupolo di fare anche nomi e cognomi di diversi protagonisti milanesi.

Le manifestazioni a Milano contro l’operazione “Barriera protettiva”

(…) sabato sono andato alle 18 in San Babila (…). Lì mi è stato anche riferito, e ne ho avuto conferma da altri, che a piazza della Scala aveva avuto il microfono Piero Maestri che aveva parlato anche a favore dei cosiddetti “ribelli” siriani. Poiché le posizioni di Maestri sono note e pubbliche da tempo (vedere più avanti), sono andato a chiedere spiegazione a Lupoli e a Francesco Giordano di Palestina Rossa del perché partecipassero ad un’iniziativa in cui si dava spazio a posizioni simili. Entrambi, stringendosi nelle spalle, hanno spiegato che la manifestazione non era organizzata da loro – una giustificazione che trovo quanto mai debole, specie da parte di chi fa politica da decenni. Ho fatto a tempo a chiederne conto anche a Rodolfo Greco, anche lui di Palestina Rossa, che mi ha risposto che era in fondo al corteo e non si è accorto dell’intervento di Maestri. Il “dualismo” tra le due manifestazioni si può cogliere leggendo questo COMUNICATO DEL COMITATO CONTRO LA GUERRA – MILANO (in verità piuttosto oscuro) apparso l’indomani sul loro blog e a cui, successivamente, si è aggiunta un’immagine tratta dalla pagina Facebook di ‘Compagni Sinceramente Democratici Milano’ che affianca due foto, l’una con bandiera siriana con due stelle ed una con tre stelle; il 1° agosto Contropiano ha pubblicato, a firma del ‘Fronte Palestina – Milano’: Nella solidarietà alla lotta palestinese non c’è spazio per i rosso-bruni e, due giorni dopo: Milano. Manifestazioni per la Palestina . Una replica del Comitato contro la guerra.

La manifestazione di sabato 2 agosto

Le mie perplessità non devono essere state minimamente prese in considerazione se in piazza Cordusio sull’autocarro che guidava il corteo si è visto Lupoli e poco dopo ha avuto il microfono Maestri.

La manifestazione di sabato 9 agosto

(…) Così pure l’invito – peraltro cortese – di un giovane, di un abbozzato servizio d’ordine, a seguire il corteo senza salire sul marciapiede (dove c’era ombra) è sembrato del tutto fuori luogo rivolto all’anziano Ian – una presenza costante alle manifestazioni per la Palestina nonostante per camminare debba aiutarsi con due stampelle. Comunque Ian non ha avuto problemi a dirgli che facesse così al suo paese che in Italia ci regoliamo diversamente. Il tutto, insomma, dava l’impressione che gli organizzatori della manifestazione, di ispirazione chiaramente “religiosa”, tendessero a caratterizzare sempre più secondo i loro schemi la manifestazione. Fino a che punto mi è apparso chiaramente quando il corteo ha superato piazza della Scala. È allora che ho notato, a soli pochi metri dietro l’autocarro che apriva il corteo, una bandiera siriana con tre stelle !

Ricordo che la bandiera del legittimo governo siriano è questa qui sotto.

Quella con 3 stelle lo era negli anni 1932-1958 e 1961-1963 ed è stata ora ripresa dall’opposizione siriana (cfr. Wikipedia: Bandiera della Siria). Anche se è possibile che chi reggeva quella bandiera (che non era italiano) non fosse un provocatore ma semplicemente un ingenuo, non è concepibile che gli organizzatori ignorassero quanti dei nemici di Bashar al Assad, ancorché “islamici”, come Al Qaeda, Al Nusra, ISIS, siano finanziati direttamente o indirettamente da Usa e/o Israele. È detto molto chiaramente in questo articolo di Michel Chossudovsky uscito su Global Research a luglio Lo Stato islamico, il “progetto di califfato” e la “guerra globale al terrorismo.

Certo, il “fuoco di copertura” mediatico sullo scenario siriano è senza uguali, ma i palestinesi, che le provocazioni isreliane le hanno vissute sulla propria pelle almeno dalla nascita di Israele, è inconcepibile che non ne siano consapevoli. (…) “E allora io non verrò più a queste manifestazioni!” ho fatto a tempo a dire, sfilando la mia bandiera palestinese dall’asta e decidendo di abbandonare il corteo.  (…)”.

Ricordiamo che l’articolo-testimonianza appena riportato e datato 15 agosto 2014 può essere letto integralmente sul sito www.iskrae.eu.