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Maduro: un altro Allende o un altro Pinochet?

Intervista a Giorgio Cremaschi (Eurostop): “Chi oggi dice che non c’è nessun parallelo possibile tra il Cile di Allende e il Venezuela di Maduro o è un mascalzone o un ignorante. Spesso entrambe le cose”.
(Una sola cosa, invece, è cioè la prima delle due, sono i falsi sinistri mentecatti e collaborazionisti dell’imperialismo yankee che non si vergognano di paragonare, oggi, Maduro a Pinochet dopo che, ieri, avevano canagliescamente paragonato Stalin a Hitler, ndr)

(…)

Intervenendo ieri in Aula subito dopo l’informativa di Alfano, il senatore del Partito Democratico Sangalli ha dichiarato anche abbastanza alterato: “Il Venezuela di oggi non è il Cile di Pinochet. Smettetela”. E’ un paragone che non si può fare?

E’ la falsa coscienza di certa pseudo sinistra che fa parlare il senatore del PD. La situazione del Cile del 1973 è esattamente uguale a quella del Venezuela di oggi. E io, personalmente, la ricordo benissimo perché l’ho vissuta in prima persona come giovane attivista che insieme ad altri 20 mila andarono ad assaltare la sede della Democrazia Cristiana di Bologna gridando contro il golpe.

E come andò all’epoca? La costruzione del colpo di stato contro Allende in che modo è paragonabile a quello che sta accadendo oggi in Venezuela?

Sono esattamente le stesse identiche dinamiche. Il Parlamento cileno era controllato da una maggioranza di destra fascista e Democrazia cristiana che aveva un unico obiettivo: far fallire il paese (come oggi in Venezuela). Il golpe fu preceduto da un’immensa campagna di disinformazione mondiale contro il governo di Allende e le destre nazionali e internazionali iniziarono un immenso boicottaggio per i beni di prima necessità e medicinali (esattamente come oggi in Venezuela).

E Allende nella fase di guerra economica e mediatica precedente al golpe tenne comunque fede alla questione sociale come Maduro oggi…

Esattamente. Allende conservò tutte le tutele sociali per lavoratori e fasce meno abbienti della popolazione. Tutte. E questo fece ancora di più arrabbiare le classi alte della popolazione cilena che aumentarono l’accerchiamento economico e le manifestazioni. Manifestazioni che, come il caso del Venezuela oggi, partivano tutte dai quartieri ricchi delle città.
Particolarmente deprecabile e in linea con quello che sta accadendo in Venezuela ci fu il famoso sciopero dei camionisti che affamò il paese vista la geografia del paese. Fu organizzato da Cia e mafia, oggi lo sanno tutti.
Esattamente come il Venezuela di oggi, infine, i terroristi di destra protagonisti di vari attentati passavano negli Usa e in Europa come “martiri”, “combattenti per la libertà”. Mi ricordo bene una vignetta che circolava all’epoca con uno di questi terroristi cileni con un coltello insanguinato in mano che davanti all’ambasciata degli Stati Uniti gridava: “Sono perseguitato per le mie idee politiche”. Esattamente come il Venezuela di oggi, cos’è cambiato?

Ma Allende alla fine cadde.

Allende cadde l’11 settembre 2013 perché commise un errore grave. Si fidò della Democrazia cristiana cilena per un accordo di normalizzazione del paese e permise la sostituzione del generale Prats con Pinochet alla guida dell’esercito. Mentre Prats, da lealista democratico, aveva salvato il paese dal primo golpe tentato nel giugno del 1973, Pinochet fu il protagonista diretto del secondo tentativo che andò a buon fine. E il potere non lo spartì poi con nessuno. I media, esattamente come oggi in Venezuela, hanno giocato un ruolo importante. Ricordo ancora la Rai come diffusore della menzogna del fatto che “Allende si fosse suicidato con la mitragliatrice di Fidel”. Allende è stato ucciso, ma si portava quella mitragliatrice che Fidel gli regalò in una visita molto sentita e emozionato di due anni prima con queste parole: “Ti servirà. Gli Stati Uniti non permetteranno mai che tu possa portare avanti queste politiche che hai in mente”.

E la storia del Cile con Pinochet prese subito un indirizzo chiaro, così come non è difficile immaginare le politiche che perseguirebbero le destre venezuelane al potere…

Il Cile fu il topo da laboratorio delle politiche che viviamo oggi in tutto il mondo. Il paese fu dato in mano ai Chicago Boys che lo trasformarono nella prima cavia del noe-liberalismo. Privatizzazioni di massa, macelleria sociale e tutto quello che oggi conosciamo bene fu possibile perché la sinistra fu letteralmente spazzata via con migliaia e migliaia di morti. Quindi chi oggi dice che non c’è nessun parallelo possibile tra il Cile di Allende e il Venezuela di Maduro o è un mascalzone o un ignorante. Ma spesso sono entrambe le cose insieme.

(…)

L’articolo che avete appena letto
è tratto dal sito www.lantidiplomatico.it
Tanto il titolo quanto l’immagine che lo accompagna sono nostri.

La Red/Azione