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I servi servono

Come si fa a non diventare padroni in un paese di servi?
Benito Mussolini

Lo diceva anche Totò: i servi servono.
Servono soprattutto perché, senza di loro, il padrone non sarebbe tale.
E’ proprio infatti dei servi servire. E così, cosa fa la squallida controfigura del Superballista fiorentino, e cioè l’attuale presidente del Consiglio, tale Gentiloni (la rima irriguardosa ed irridente è obbligatoria, e sarà facile, per i nostri lettori, trovarla senza sforzo)?
Ovviamente, va a genuflettersi dal Padrone dei padroni; dal Padrone di un Paese come l’Italia che, dalla fine della Seconda Guerra mondiale,  svolge il ruolo di colonia dell’Impero yankee. E lo svolge con l’orgoglio del servo che non si vergogna di essere tale, di aver scelto di diventarlo per quel processo di identificazione con il Padrone che illude il Servo di essere lui il vero Padrone.
Nei giorni scorsi, Gentiloni si è incontrato con il nuovo Presidente USA, Donald Trump, “l’Uomo Nero”, l’”Orribile Mostro” di tutte le fiabe horror che le maestrine dalla penna rossa ed i fraticelli laici dei centri sociali amano raccontarsi fra loro attorno ai tavoli delle cene “di solidarietà” e/o prima dei concerti di sostegno a qualunque causa abbia per caratteristica di svolgersi Altrove.
Gentiloni si è incontrato con Trump per ricevere, al pari dei suoi predecessori, ordini, rimbrotti e qualche ramanzina di quelle che si riservano, del tutto “amorevolmente”, ai servi discoli ( ma solo un po’).
E, nella parte, l’ex dirigente del Movimento Studentesco romano si è calato benissimo, fra l’altro ribadendo, l’”ancoraggio storico” dell’Italia agli Stati Uniti, “pilastro della nostra politica estera”.

Da parte sua, l’Orco yankee ha reso merito all’Italia; ed ha ricordato che “oltre 30 mila militari americani e loro familiari sono stazionati attraverso tutto il vostro paese”. E che l’Italia, dopo gli Usa, “è il secondo maggiore contributore di truppe nei conflitti in Iraq e Afghanistan”.
Il “compagno” di merende di Capanna all’epoca e di Renzi oggi, Gentiloni, si è dichiarato anche “fiero del contributo finanziario dell’Italia alla sicurezza dell’Alleanza”. E ha garantito che, “nonostante certi limiti di bilancio, l’Italia rispetterà l’impegno assunto”, ricordatogli insistentemente da Trump: portare la spesa militare al 2% del PIL. Ossia dai 63 milioni ai 100 milioni di euro al giorno.
“Noi Italiani manteniamo sempre gli impegni presi”, ha detto Gentiloni a Trump, in un accesso di “orgoglio nazionale”.
Gli Italiani mantengono sempre gli impegni presi? Ma da quando, manuali di storia italiota ad uso dei boccaloni a due zampe sotto gli occhi e tra le mani, queste ultime una volta tanto non stese a sollecitare un’elemosina?!
Ah, sì, è vero: da quando gli USA sono i Padroni e gli Italiani i servi.
I quali, com’è risaputo e perché altro non saprebbero fare, servono…

E. C.