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Cancro di governo

Era un sabato: per la precisione, era sabato 20 marzo.
Davanti a “milioni” (i soliti milioni dei soliti sondaggi, utili a convincere i gonzi, compreso quello che li commissiona) di persone, il Presidente del Consiglio in carica, l’Unto del Signore Superviagra Papino il Breve, il 20 marzo scorso prometteva: “Sconfiggeremo il cancro entro tre anni!”.
Un’affermazione infame e canagliesca del genere – se possibile ancor più infame e canagliesca di quella pronunciata a proposito di Eluana, che, a detta del Porco Nazionale, “avrebbe potuto tranquillamente avere figli” (?!) – non merita neppure un accenno di contestazione o di critica.
Merita invece il massimo dell’attenzione un retroscena, sconosciuto ai più.
Solo alcuni giorni prima della promessa infame, il Supernano Nazionale aveva aumentato la propria quota di partecipazione, tramite la FINIVEST e mettendo il rampollo di casa, Luigi, nel Consiglio di Amministrazione, nella MOLMED, vale a dire nella Molecular Medicine spa, “un’azienda di biotecnologie mediche focalizzata sullo sviluppo di nuove terapie anti-tumorali”. Che ha per l’appunto allo studio nuovi farmaci: “uno dei quali attaccherebbe i principali tipi di cancro, mentre l’altro aiuterebbe a ricostruire il sistema immunitario distrutto dalla leucemia”, ha scritto in proposito Il Giornale di famiglia (regnante).
Tutto, allora, combina: a dicembre, Superviagra diventa socio di maggioranza dell’industria che sta lavorando sui medicinali anti-tumorali; a marzo, promette di “battere il cancro in tre anni”.
E lo fa davanti a persone che, con i nuovi tagli della Finanziaria all’assistenza ai malati di tumore (tagli che hanno fra l’altro provocato la reazione di protesta delle associazioni dei medici oncologi), arriveranno presto a lamentarsi dei servizi loro offerti dal sistema sanitario sfoltito nei suoi rami essenziali dalla potatura governativa e leghista.
Sempre che non arrivino prima i miracolosi medicinali prodotti dalla MOLMED e pubblicizzati gratuitamente dall’Unto del Signore…

Un aggiornamento dell’ultima ora.
La MOLMED ha emesso nei giorni scorsi un comunicato in cui annuncia, con toni dal suo punto di vista giustamente trionfalistici, che la società “è capofila di un progetto cui è stato assegnato un finanziamento di 1,4 milioni di euro da parte della Regione Lombardia, per un progetto di R&S del valore di 2,2 milioni di euro, volto alla sviluppo di un sistema innovativo automatizzato di fabbricazione della propria terapia cellulare TK, che si trova attualmente in sperimentazione clinica di Fase III per le leucemie ad alto rischio”.
Il Vergine-Santo Formigoni, dunque, ha deciso di erogare un finanziamento a fondo perduto per “promuovere l’eccellenza nelle proprie aree industriali” (il progetto Metadistretti).
In altri termini, il Vergine-meneghino ha deciso di spendere soldi “pubblici”, i soldi di tutti i cittadini cioè, per contribuire all’arricchimento di un singolo privato. E che tale arricchimento avvenga tramite la vendita dei nuovi farmaci anti-tumorali o alla tutt’altro che insolita in casi del genere fuga all’estero con l’intera cassa delle sovvenzioni regional-statali è del tutto indifferente.
Ah, dimenticavamo: volete andare a trovare o mettervi in contatto con i filantropi della MOLMED? Non sapete come fare? Be’, è molto semplice (e scontato): trovate la MOLMED al Parco Scientifico Biomedico San Raffaele di Milano.
Sì, avete letto bene: al San Raffaele di San don Verzé e di San Silvio l’Ammazzatumori, alle porte di Milano2…!
Che dio (si fa per dire!) ci conservi tutti in salute…

Marta Ricci