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Il (Contrap)Punto: anticlericali o filofascisti?

Un occhio (critico) sull’attualità

I lettori de IL BUIO lo sanno, lo sanno da tempo. E lo sanno benissimo.
Che abbiamo sempre nutrito un’attenzione particolare per le vicende dell’America Latina; e per il ruolo che la Chiesa cattolica, questa vera e propria multinazionale del Crimine, ha svolto in quell’area geo-politica.
Per questo, abbiamo ogni volta salutato con approvazione e con favore i contributi, anche provenienti da aree politico-culturali lontane da quelle con cui la maggior parte dei redattori di questa rivista on-line si identificano, che contribuivano a chiarire il ruolo infame svolto dalle scimmie in abito talare in collaborazione con i loro complici in divisa militare.
Abbiamo fatto la stessa cosa quando i signori dell’UAAR, dell’associazione cioè che raccoglie gli atei e gli anticlericali del nostro Paese e che vanta fra i propri sostenitori personalità del calibro di Odifreddi e di Margherita Hack, hanno proposto ai loro soci ed ai loro lettori una recensione dell’ultimo libro di Horacio Verbitsky, L’isola del silenzio. Il ruolo della Chiesa cattolica bella dittatura argentina, edito da Fandango Libri.
L’opera (la cui lettura in ogni caso raccomandiamo vivamente) di uno dei più noti giornalisti argentini deve il proprio titolo all’isola di proprietà della Chiesa cattolica in cui, nel settembre del 1979, in séguito alle pressioni internazionali, tutti i prigionieri ancora in vita della dittatura clerico-fascista argentina furono trasferiti dalla Scuola di Meccanica della Marina, la famigerata ESMA. Perché restassero al riparo dagli sguardi indiscreti della Commissione Interamericana per i Diritti Umani.
L’Autore ripercorre in tutta l’opera l’attività della Chiesa cattolica locale, la quale, come sottolinea opportunamente il recensore per conto del sito dell’UAAR, “non si limitò a fornire questo nascondiglio ed ebbe un ruolo attivo su due fronti: da una parte raccoglieva le richieste dei disperati familiari delle persone scomparse, impegnati nella ricerca di notizie dei propri cari. Dall’altra, forniva conforto ai militari offrendo loro supporto morale per giustificare le atrocità commesse sui prigionieri”.
Tutto vero. Complimenti dunque al recensore “ateo ed anticlericale”.
Nient’affatto: nessun complimento ad un miserabile infame che, qualche riga dopo essersi “sbilanciato” forse eccessivamente a favore di un’opinione pubblica impegnata e militante che da decenni denuncia i crimini della dittatura clerico-fascista argentina (e delle dittature latino-americane in generale), si lascia andare ad affermazioni vergognose ed indecenti.
Che meritano ogni genere di disprezzo; un disprezzo che, per ovvie ragioni, si riflette sul sito che ha ospitato infamie simili (e sull’associazione responsabile politicamente del sito) senza censurarle preventivamente e, comunque, senza prenderne immediatamente ed inequivocabilmente le distanze.
Scrive infatti il recensore:
“L’unico neo del libro è che parla di responsabilità a senso unico. Questo scontro aveva da una parte i militanti armati di sinistra (i Montoneros, cioè l’equivalente argentino delle Brigate Rosse) e dall’altra i militari. Le violazioni dei diritti umani sono state commesse da entrambi, non a caso questo conflitto viene conosciuto come ‘la guerra sporca’. Senza dubbio la maggior parte degli eccessi fu da parte delle Forze Armate, ma non esiste alcuna traccia di segnalazione – per non parlare di denunce e di processi penali – a carico dei Montoneros”.
Non stropicciatevi gli occhi, non rileggete assaliti dal dubbio di aver saltato qualche paragrafo del testo: l’insetto (pulce? verme? zanzara?. pidocchio? zecca?) che si firma  José Luis Scanferlato, un nome probabilmente falso, comunque degno di un ignorante di storia contemporanea, oltre che di un sicofante fetido, sposando senza riserve la teoria fascistoide dei “due demoni” (la dittatura e la resistenza armata) spezza una lancia a favore dell’Ignoranza, della Menzogna e del Fascismo.
Cosa ne pensano, i signori dell’UAAR?
Condividono farneticazioni demenziali del genere di quelle che abbiamo riportato?  E, se no, perché hanno consentito che venissero pubblicate?
Chi è, in realtà, José Luis Scanferlato? Per conto di chi lavora?
Domanda più che lecita, perché i proverbiali conti sono due: o scrive in qualità di conoscitore del problema, ed allora non si giustificano le prove palesi di palese ignoranza dei fatti di cui ha la presunzione di trattare; oppure scrive ignorando completamente l’argomento su cui si sofferma, ed allora chi gli ha fornito, ad un dilettante, le credenziali per proporsi come esperto?
Che anche i responsabili del sito-web dell’UAAR, come il “signor” Scanferlato – uno che da prova di appartenere alla razza di animali che amano sguazzare nel fango della menzogna e nelle feci della calunnia – piuttosto che “anticlericali” siano filofascisti?
Nel dubbio, noi seguitiamo ad essere convinti che partecipare ad uno sciopero o ad una lotta sia infinitamente più importante, utile, impegnativo ed ammirevole che commissionare una campagna a pagamento di scritte atee sugli autobus (come se la sacrosanta avversione per qualsiasi tipo di religione fosse un prodotto commerciale da pubblicizzare tanto quanto una saponetta o una compagnia aerea) o “sbattezzarsi”, attività ludica a cui non solo si possono dedicare solamente quelli che sono stati battezzati, ma che comporta l’impegno intellettuale e la fatica fisica richiesti, ad esempio, da chi fa la fila allo stadio per vedere una partita di calcio.

Luca Ariano

La rubrica ospita contributi che non sempre e non necessariamente esprimono le  posizioni del CPU e della redazione web

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