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Il (Contrap)Punto: i miserabili

C’è bisogno di una reazione brutale. Dobbiamo essere precisi su chi colpiamo, se accusiamo una famiglia palestinese dobbiamo colpirli senza pietà, donne e bambini inclusi… non dobbiamo distinguere fra colpevoli e innocenti”
(Yigal Allon e Ben Gurion, “Padri fondatori dell’entità sionista”, gennaio 1948)

“Io se fossi dio maledirei davvero i giornalisti, e specialmente tutti, che certamente non sono brave persone e dove cogli cogli sempre bene”.
(G. Gaber e S. Luporini, Io se fossi dio)

Sull’aggressione infame e criminale dell’entità sionista al convoglio di pacifisti internazionali diretti a Gaza è stato detto tutto.
O quasi tutto.
Qualcosa ancora, con assoluta modestia, lo aggiungiamo noi.
E lo facciamo segnalando, ad un’opinione pubblica forse colpevolmente distratta, l’ennesima iniziativa, in bilico fra il servilismo più schifoso e l’ignoranza più crassa, di Radio Popolare, la sedicente “storica emittente della Sinistra” milanese (?).
La mattina di giovedì 3 giugno, nel quadro dei programmi riservati alle vicende del Medio Oriente, un pennivendolo di R.P. (il suo nome non ha nessuna importanza, dal momento che, quello che si può dire e che in effetti si dirà di lui, può tranquillamente estendersi ai suoi colleghi) ha intervistato Lorenzo Cremonesi, collaboratore della testata e corrispondente dall’entità sionista.
Cremonesi, da alcuni anni, è “dispiegato a Tel Aviv”, al seguito dell’esercito sionista, quale corrispondente del Corriere della Sera e, occasionalmente, come si diceva, di Radio Popolare.
Mezzo cattolico e mezzo sionista, il nostro pennivendolo, ai tempi della propria giovinezza, decise di fare per qualche mese  “l’esperienza del kibbutz”.
La qual cosa ha rappresentato sicuramente un titolo di merito in via Solferino, sede del quotidiano di proprietà di un pool di finanzieri già compromessi con la P2.
Dopo qualche tempo di lavoro in cronaca per “farsi le ossa”, è stato infatti prescelto per la “missione giornalistica per antonomasia”: quella di diffondere urbi et orbi le solide, granitiche, non-criticabili, sacrosante ragioni dell’entità sionista a giustificazione (?!) di oltre sessant’anni di crimini, di furti e di stragi nei confronti del popolo palestinese.
Così, in occasione dell’aggressione a Gaza, Cremonesi (nomen religio) non si è sprecato, nelle difesa delle “ragioni” dell’entità sionista, nonostante esse venissero fatte valere a suon di bombe.
Il Nostro, comunque, lo ha sempre dichiarato, nelle sue corrispondenze scritte sotto dettatura ed al riparo della bandiera con la stella di David (di essere a tutti gli effetti un pennivendolo embedded, Lorenzo Cremonesi si è sempre vantato: basterebbe aver ascoltato le sue “lezioni di giornalismo” tenute a Milano!): le bombe sioniste “fanno bene”, anche perché “aprono la via al dialogo ed alla pace”!
E poi sono “intelligenti” (le bombe): cercano soltanto di colpire le rampe lanciarazzi della guerriglia palestinese… e Hamas non combatte le forze sioniste ma il suo stesso popolo, e si rivela codardo, in quanto usa i bambini come scudi umani!
Per la verità, per il nostro pennivendolo embedded , le cose non sono sempre filate lisce.
Qualche tempo fa, il “coraggioso” inviato a Tel Aviv è stato “trattenuto” dalle forze di sicurezza palestinesi per le sue corrispondenze faziosamente filo-sioniste inviate in Italia: al Corriere della Sera e, naturalmente, a Radio Popolare.
Da questa esperienza, com’era da attendersi, Cremonesi esce con l’aureola del “martire” della Libertà: quella con la “elle maiuscola”, quella di scrivere menzogne spacciandole fraudolentemente per verità.
Ad uno così, ad un miserabile del genere, Radio Popolare cosa fa?
Ovviamente una bella intervista sull’aggressione sionista alla flottiglia della Libertà per Gaza.
Nel corso della quale, senza che il suo intervistatore gli obietti qualcosa, almeno lo contesti o lo corregga in qualche passaggio informativo tutt’altro che obiettivo e scontato, Lorenzo Cremonesi ci illumina sulla situazione a Gaza.
Dove non è assolutamente vero che la gente soffra la fame. Anche perché, dai tunnel con l’Egitto, a Gaza entrano… Mercedes ed ogni ben di dio!
L’intervistatore, a questo punto, si permette di ricordargli quantomeno, in omaggio al proprio pubblico catto-comunista, l’insospettabile dichiarazione della chiesa parrocchiale di Gaza “La Sacra Famiglia”, la quale dice così: “A causa del pesante blocco israeliano della striscia di Gaza l’economia ristagna e la disoccupazione e la povertà sono estremamente elevate. Mancano generi alimentari, acqua pulita, assistenza medica, mentre abbondano la fame e le malattie, con gravi conseguenze”.
Macché, il cretino di turno se ne guarda bene, impegnato com’è in salamelecchi a base di “caro Lorenzo” di qui e “caro Lorenzo” di là!
Un’iniziativa infame dei sedicenti “compagni” di una delle radio “di Movimento”, insomma: per farla breve e per chiamare le cose con il loro nome.
Aggravata dal fatto che Radio Popolare è tutt’altro che nuova a dimostrazioni di faziosità e di filo-sionismo del genere di quella del 3 giugno scorso.
Una curiosità ci solletica: cosa ne pensano, i dirigenti ed i militanti ad esempio del Forum Palestina, e comunque delle associazioni che operano a Milano a difesa dei legittimi diritti del popolo palestinese?
Tacciono perché ignorano l’episodio o perché preferiscono barattare l’ennesima infamia della radio della Sinistra milanese con la promessa di qualche presenza nel palinsesto dell’emittente?


Luca Ariano

La rubrica ospita contributi che non sempre e non necessariamente esprimono le  posizioni del CPU e della redazione web