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Ancora sul partito dell'amore

Il senatore padano pensa al forno crematorio per i clandestini.
L’avvocato già di Forza Italia vorrebbe la morte di un giudice.
Il collega deputato godrebbe accompagnandone un altro alla forca.
Il capogruppo ex-missino dà dello “sfigato” al giornalista che contesta il suo comizio.
Il Ministro della Difesa, Schifezza La Russa, accusa di pedofilia un contestatore (c’è da credere con attendibilità, considerate le sue conoscenze nel mondo dei preti e dei diabetici di Forza Nuova-Merda Vecchia).
Il Ministro dell’Interno, proiettato dalle “feste della luganega” alle caserme della polizia e dei servizi segreti, immagina medici e presidi delatori per individuare ed espellere gli stranieri privi di documenti.
Il suo capo, l’handicappato segretario nazionale della Lega Nord è certo che i banchieri ebrei complottano per indebolire l’Europa, inondandola di venti milioni di immigrati.
Per il foglio (di carta igienica) Libero, quelli di sinistra sono “bamba, mediocri, pagliacci, buffoni, papponi”.
A Radio Padania si dibatte (si fa per dire, visto il livello culturale degli ascoltatori-elettori) la questione della razza; ed i partecipanti si sfogano contro i transessuali definendoli caritatevolmente “cessi, aborti umani, immondi, bestie”.
Il Presidente del Consiglio, Superviagra-Berlusconi, parla di elettori “coglioni”, di giudici “matti”, di cancro che sarà debellato entro pochi anni (e chi ce lo ha già, se lo tenga) e di bambini “bolliti”, naturalmente dai soliti “comunisti”, non dagli autentici bolliti del suo governo.
E di nemici della libertà che, se vincessero, agli italiani regalerebbero solo “miseria, terrore e morte”.
I campioni dell’Amore (con la A maiuscola, of course) approvano leggi che sono definire “razziali”, oppure ad personam.
Portano in parlamento chi ha acquisito “meriti speciali”, come un’inchiesta penale o la radiazione dall’albo professionale o una cella in un carcere qualsiasi di una città qualsiasi.
Vietano la costruzione di luoghi di culto a centinaia di migliaia di musulmani regolarmente residenti nel nostro Paese; e sollevano grandi proteste quando l’affollamento sui marciapiedi o in luoghi insufficienti ed inadeguati di quelli che pregano “con i culo per aria” crea disagi.
Invocano “vagoni piombati, linciaggi, castrazioni (solo chimiche?), rastrellamenti, espulsioni, schedature”: tutti “foera di ball, ciapa la barcheta e el camél e turna a cà”, come diceva un onest’uomo talmente deficiente da non essere in grado neppure di suicidarsi.
Quando, come nel caso del “cuore d’oro” meneghino a finire nei guai (giudiziari) è uno del loro giro si scoprono improvvisamente “garantisti fino al giudizio della Cassazione”.
Minacciano “pallottole, rivolte di popolo in armi, e secessioni”, ma accusano di “eversione” chi applica le leggi, soprattutto se nei confronti dei loro compagni di merende.
Ricordano con nostalgia la “battaglia di Lepanto” (che molti di loro peraltro confondono con una nota località di villeggiatura della Liguria) e se la prendono con i “culattoni”, insomma con i “froci, con i “finocchi”, con i “culandra”.
Be’, in fondo non c’è granché da stupirsi: è il Partito dell’Amore, bellezza!
Anzi: amore!

Eugenio Colombo