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Sanzioni

Sull’agenda del neo-eletto presidente USA Donald Trump, quello della conferma o dell’annullamento delle sanzioni economiche nei confronti della Russia è senz’altro uno dei problemi più importanti ed urgenti.
Tali sanzioni hanno coinvolto ed interessato, com’era peraltro largamente prevedibile trattandosi di una colonia di fatto e da sempre dell’Impero yankee, l’Italia tanto dei governi di centro-destra quanto di quelli sedicenti “di sinistra”.
Con alti costi economici, oltre che diplomatici e politici.
Prendiamo il solo settore dell’agricoltura.
Secondo recenti dati forniti dalla Coldiretti, lo scontro USA-Russia e la guerra scatenata dalle sanzioni a suo tempo decise dall’Occidente hanno fatto scendere le esportazioni del made in Italy verso la Russia al minimo da dieci anni a questa parte, con una perdita stimata in 7 miliardi e mezzo in due anni!
Una cifra elevatissima, ma soprattutto un altrettanto elevato numero di posti di lavoro andati in fumo a causa dell’accettazione affatto passiva delle politiche dell’imperialismo nordamericano da parte dei diversi Esecutivi che si sono succeduti negli ultimi tre anni.
A detta della Coldiretti, “l’agro-alimentare è l’unico ad essere colpito direttamente da un embargo totale sancito, come ritorsione alle sanzioni europee, dalla Russia con decreto n. 778 del 7 agosto che ha chiuso completamente le frontiere del paese di Putin ad una lista di prodotti, frutta e verdura, formaggi, carne e salumi, ma anche pesce, provenienti da UE, USA, Canada, Norvegia ed Australia con successiva proroga”.
Al divieto relativo a questi prodotti si sono poi sommate le tensioni e le ritorsioni commerciali che hanno ostacolato l’export di tutti gli altri prodotti del settore agro-alimentare, ma anche del tessile, dell’abbigliamento, della moda e delle automobili.
Solo nel tessile, sempre secondo lo studio della Coldiretti, l’Italia, nell’ultimo biennio, ha perso due miliardi, mentre per i mezzi di trasporto si parla di una cifra attorno a 1,2 miliardi.
Tutto ciò a dispetto del fatto che, nei cinque anni precedenti le sanzioni, le esportazioni del solo settore agro-alimentare avevano conosciuto un aumento del 112%.
Poiché non raramente al danno si aggiunge anche la beffa, il crollo delle esportazioni delle aziende d casa nostra verso la Russia ha determinato un vero e proprio exploit dei falsi made in Italy.
E cioè di prodotti spacciati per italiani ma prodotti in Russia ed in Bielorussia!
Miracoli del servilismo filo-yankee delle nostre classi dirigenti, dai tempi della Guerra Fredda avvezze, per obbligo prima ancòra che per istinto, a tradurre in autolesionismo l’obbedienza cieca e demente nei confronti dei Padroni di ieri e di oggi.

Luca Ariano