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E la chiamano democrazia

Peccato! Peccato si sia conclusa una delle più divertenti farse a cui ci sia capitato di assistere da molti anni a questa parte; e cioè le elezioni che, a scadenze prefissate, si svolgono a Gringolandia, la patria dei gringos. Peccato veramente: perché ci era raramente toccato di divertirci al punto farcela (metaforicamente, s’intende) ogni giorno addosso dalle risate.
E quella che si è appena conclusa, in fondo perché tutte le cose che hanno avuto un inizio devono necessariamente avere una fine, modo di produzione capitalistico compreso, come ci hanno insegnato don Carlo e don Federico, anzi: mister Carlo e mister Federico, avrebbe dovuto essere l’Esempio per eccellenza di Democrazia, rigorosamente con l’iniziale maiuscola, borghese!
Su 245milioni273mila elettori aventi diritto (una cifra lontana dalla totalità degli abitanti, perché, a Gringolandia, si fa presto a perdere il diritto di prendere parte attiva alla farsa elettorale), hanno espresso la loro preferenza per il danno migliore del peggiore 119milioni651mila gringos, vale a dire il 48%, meno della metà!
A parte questo, lo ripetiamo, non ci era mi successo di divertirci tanto, e con tanto gusto. Gli show di Meryl Streep e delle altre star hollywoodiane; le escandescenze di De Niro, i commenti dei pennivendoli più celebrati perché più stupidi, in fondo come tutti i pennivendoli; la borsa ed i mercati che avrebbero dovuto crollare e poi non sono crollati affatto, le previsioni farlocche dei più noti e celebrati esperti di statistiche, di analisi pseudo-sociologiche e di previsioni elettorali e, last but not least, la proposta sexy di Madonna, la diva pop scopertasi poco diva e molto pop.
Lo sapete ormai tutti: la signora Ciccone, in arte Madonna, ha fornito il suo contributo alla campagna elettorale di Killary Clinton promettendo prestazioni sessuali insolite ma particolarmente gradite anche dai maschi stellestrisciati in caso di successo della candidata da lei sponsorizzata.
Roba da non credere! Roba che qui da noi, nella servaland Italia avrebbe suscitato l’indignazione generale, a riprova, se ce n’era bisogno e se volete, di quanto sia provinciale, oltre che servo, il nostro Belpaese.
Be’, forse non è proprio così. Visto e considerato che, a manifestare indignazione e a protestare, non si sono levati gli strilli neppure delle femministe di casa nostra. Men che meno quelle delle maestrine dalla penna rossa, delle compagne di merende leonpecorine e di tutte quelle che si ostinano ad ignorare che il Femminismo sta alla questione femminile come il Sionismo sta alla questione ebraica. Nel senso che non c’entrano molto l’uno con le altre.
Peccato!
Il divertimento è finito: niente più pagliacciate, niente più pettegolezzi di barbiere (con tutto il rispetto per i barbieri), niente più candidati alla carica di personaggi più potenti del mondo del livello e con lo spessore di figuranti della Commedia dell’arte o dei film di Totò e di Alvaro Vitali.
Ci resta però una consolazione. Piccola, forse, ma comunque una consolazione.
Quella di sapere che, da oggi in poi, per almeno quattro anni (se il Pentagono ed i servizi segreti di Gringolandia non decideranno, come peraltro è nella loro tradizione, di “dimettere” il Presidente in carica con metodi che, al confronto con quelli usati per far “smammare” il Superviagra di Arcore appaiono ben più radicali e definitivi), potremo gratificare i nostri interclassisti occhi con la visione della consorte dell’Uomo della Casa Bianca.
Un “pezzo di g…..” che ci ripagherà abbondantemente del supplizio a cui ci hanno condannato infliggendoci la moglie del Superbomba fiorentino…

L. A.