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Dal Referendum al Refendum

Quando la politica si fa seria, i geni scendono in campo

Premesso che della costituzione di questo paese, vecchia o nuova che sia, non ci frega proprio nulla, abbiamo pensato di scrivere due righe… a futura memoria. Riguardano gli attuali “intellettuali”, le “menti politiche”, i futuri “padri della patria” che stanno animando il dibattito sulla riforma della carta. E, come si fa con i grandi pensatori del passato, abbiamo il dovere, morale, di citare alcuni passaggi particolarmente significativi in modo che restino “scolpiti nella roccia” per le future generazioni.
Vediamo, a quelli che sulla questione si stanno battendo, quanto fregha a loro della costituzione.

Il primo che ci piacerebbe ricordare tra 50 anni, ipotizzando che non gli abbiano già dedicato anche qualche Via, è quel geniaccio di Fassino, di cui citiamo una dichiarazione tratta direttamente dal sito web del PD:
È in ogni caso importante che il confronto si avvii prima del referendum a dimostrazione della reale volontà di correggere l’Italicum, in cambio la minoranza lasci cadere il no al referendum e battiamoci tutti insieme come Pd per far vincere il Sì.” (intervenendo sul confronto con la minoranza del suo partito).
Che tempra! Che argomentazioni! Chissà quali valori etici sottendono la mente raffinata di quest’uomo? Per Fassino, questa volpe della politica degli ultimi anni, la costituzione è così importante che può essere tranquillamente trattata come merce di scambio: noi rinunciamo all’italicum e voi votate a favore. Che tradotto sarebbe come dire: voi votate Si e noi vi facciamo raccattare qualche seggio parlamentare sicuro….
Si attendono, peraltro, ancora, dal fronte del No, risposte sdegnate…

Altra pensatrice raffinata che sta animando il dibattito in questi giorni è la Boschi, la quale se ne è uscita con un: “Chi oggi propone di votare No al referendum costituzionale non rispetta il lavoro del parlamento”. Peccato che il referendum faccia parte della procedura per modificare la costituzione, insomma per la Boschi bisogna dire Si alla modifica della costituzione, costituzione che lei, però, non ha intenzione di rispettare. Anche lei dall’alto del suo ministero per le riforme non conosce la materia che vuole riformare, evidentemente gliene frega della costituzione al tal punto che manco l’ha letta.

Ultimo, non certamente per merito, ma solo per ordine di apparizione è il redivivo Vendola il quale, schierato per il fronte del No, uomo tutto di un pezzo dal punto di vista dell’etica e della coerenza; ha pensato bene di intraprendere la campagna in favore del No con un manifesto in cui compariva la scritta:”REFENDUM stavolta NO” cioè, gliene frega così tanto che manco legge quello che scrive sui manifesti.
Ma siamo noi dalla parte del torto

m. r.