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Aggressioni di base

“L’Italia è una Repubblica fondata sulle basi NATO”
Articolo (nascosto) della Costituzione

Da quando i neo-cons hanno assunto il controllo effettivo della politica estera yankee, vale a dire dal crollo dell’Unione Sovietica (1991) e dalla fine della guerra fredda, a dispetto dei programmi affatto propagandisti e retorici sull’”epoca di pace, di libertà e di democrazia” che si stava finalmente dischiudendo dopo le cupe e grigie stagioni della “minaccia comunista”, la filosofia dominante nei circoli dirigenti di Washington è stata quella di imporre un Nuovo Ordine Mondiale, naturalmente sotto l’egida statunitense, ricorrendo alla forza militare.
Tutti indistintamente i governi USA che si sono susseguiti da quella tragica data, fossero essi a guida democratica o repubblicana, si sono impegnati a condurre la medesima politica di egemonia mondiale promuovendo una lunghissima, interminabile serie di guerre di aggressione unilaterali, dirette o indirette, in tutto il mondo, in violazione del diritto internazionale, e non solo di quello.
Si spiega così, fra l’altro, perché lo Stato-canaglia per eccellenza, quello che il grande pittore messicano Primo Rivera aveva opportunamente ribattezzato Gringoland, possa contare su più di 1400 basi militari disseminate in oltre 120 Paesi.
Fra cui, ne dubitavate forse?, l’Italia.
Nel nostro sfortunato Paese, tale non solo perché abitato dagli Italioti, una popolazione da sempre opportunista, mafiosa e cattolica, ma per via della vicinanza politica con gli Usa e geografica con il Vaticano, le basi yankees, includendo  nel computo totale sia le basi USA sia quelle NATO, sono 107, in particolare 2000 edifici posseduti dalle forze armate USA e 1100 costruzioni affittate agli yankees (cfr. www.nogeoingegneria.com).
Sigonella, innanzitutto, divenuta famosa perché, nel 1985, “Bottino” (per via della sua inclinazione al furto sistematico) Craxi fece accerchiare dai carabinieri le truppe yankee che volevano la consegna di un gruppo di combattenti palestinesi; la caserma Carlo Ederle di Vicenza, che ospita lo United State Army Africa, cioè le truppe statunitensi che “si occupano” di Africa; Aviano, in Friuli, teoricamente italiana ma “in uso” all’USAF,  dal 1954 sede del principale comando delle forze aeree USA in Europa, concentra, in  482 ettari di terreno, piste aeree, depositi, hangar e caserme; Niscemi, in Sicilia, dove gli USA hanno installato il sistema MUOS con quattro stazioni destinate a ricevere dati dai satelliti e a coordinare le emissioni provenienti dai ventimila terminali-radio statunitensi sparsi nel mondo; Ghedi, vicino a Brescia, da cui sono decollati i “caccia” incaricati di scoprire gli obiettivi “sensibili” in Iraq e dove sono ospitate almeno una ventina delle settanta atomiche (per la verità, alcune fonti fanno salire il numero complessivo fino a novanta!) che gli USA tengono “depositate” in Italia; Istrana, in provincia di Treviso, da dove decollano gli AMX…
E l’elenco potrebbe continuare. A lungo, troppo a lungo.
Tanto da giustificare un interrogativo per molti banale e del tutto scontato: che Paese è mai quello che non gode di alcuna sovranità e che, a questo punto per comprensibilissime ragioni, non perde occasione di assecondare in tutti i modi i progetti, le aggressioni e le mire imperialiste del Padrone d’oltreoceano?
E qualche inguaribile umorista si ostina a blaterale di “Sovranità nazionale”, di “Costituzione più bella del mondo”, di “Democrazia e Libertà” e via sparando freddure da Festa dell’Unità o da “esternazioni” del Superballista di Firenze…

E. C.