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Il (Contrap)Punto: un governo killer

Rubrica periodica

I fatti sono noti. Tragicamente, scandalosamente noti.
Giovedì 15 settembre, nelle vicinanze di Piacenza, dunque in quell’Italia che vanta la “Costituzione più bella del mondo”, mantra ripetuto fino alla noia e a dispetto del senso del ridicolo, fra gli altri, dalla presidentessa della Camera, la “compagna” (ma solo, semmai, di merende) Laura Boldrini, un lavoratore immigrato, Abd Elsalam Ahmed Eldanf, questo il nome del facchino egiziano di 53 anni padre di cinque figli, é stato assassinato all’uscita dei cancelli della SEAM, agenda di logistica in appalto per la GLS, nel corso di un picchetto sindacale.
Un crimine vergognoso e scandaloso, in un Paese in cui episodi del genere non si verificavano da almeno quarant’anni.
Un crimine reso possibile da un Governo che ha abolito l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, che ha introdotto il Jobs Act, che ha varato e seguita a varare leggi e provvedimenti a favore dei Padroni e dei loro servi criminali.
Un Governo manovrato dal Capitale e dalla Finanza internazionale, prono ai desiderata della Confindustria e delle altre associazioni gangsteristiche responsabile della crisi senza vie d’uscita che affama (ed uccide) i lavoratori per arricchire “lor signori”.
L’autista del TIR assassino ed il capo della procura piacentina Salvatore Cappelleri che lo ha “incriminato” per il semplice reato di “omicidio stradale” lasciandolo di fatto in libertà sono, infatti, soltanto delle comparse. Comparse miserabili, d’accordo, ma in fondo solo comparse.
Perché il mandante, il vero, anche se non l’unico, responsabile, é un altro: é il Governo della troika Fondo Monetario Internazionale, Banca Europea-Commissione Europea. Un Governo che, in virtù della propria politica e del proprio programma anti-popolare, trasmette al Padronato l’unica messaggio che quest’ultimo ama ascoltare: regolati e comportati come meglio credi, perché noi siamo dalla tua parte; perché su di noi puoi senz’altro contare.
L’operaio egiziano morto a Piacenza, nella “democratica Italia”, una Repubblica “fondata sul lavoro”, cioè sul lavoro… morto in tutti i sensi, mette finalmente allo scoperto l’autentico programma della sedicente Sinistra al potere sul problema dell’immigrazione: la morte non più in mare, durante le traversate, ma l’assassinio premeditato davanti ai cancelli di una fabbrica.
Perché un morto in mare costa soltanto e non produce nulla; mentre un morto davanti ai cancelli di una fabbrica durante lo svolgimento di un picchetto sindacale ha comunque consentito un profitto, essendo stato sfruttato in cambio di un salario che è affatto scandaloso definire tale.
In fondo, si tratta della “nuova” politica dell’integrazione e dell’accoglienza di un Governo “di Sinistra” che fa rimpiangere persino i “vecchi” Governi “di Destra”.
Gli uni e gli altri, peraltro, accomunati dalle stesse politiche criminali.

E. C.