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Deliri estivi

L’estate è notoriamente stagione di zanzare. E, altrettanto notoriamente, di vacanze.
Per tutti, o quasi. Compresi gli operai di un’epoca ormai relegata nella preistoria e di un popolaccio, per dirla con il Leopardi, che al “mitico sol dell’Avvenire” ormai predilige quello delle spiagge della riviera romagnola o delle località alla moda del momento.
Non vanno invece in vacanza, in una congiuntura in cui “l’allarme attentati terroristici” e quello ugualmente ingigantito ed opportunamente strumentalizzato della “sicurezza” si dimostrano più contagiosi di un’epidemia influenzale in inverno, i sostenitori  del cosiddetto “modello israeliano” come esempio di “difesa efficace”.
A sentir lor servetti stupidi e, proprio per questo, pericolosi (e non solo per l’intelligenza), decenni di abitudine agli attentati hanno fatto dei servizi segreti dell’entità sionista autodenominatasi Israele degli insuperabili maestri di “attività di prevenzione” (leggi meglio: di repressione) in una società completamente militarizzata.
Eppure, tra i metodi utilizzati dal governo sionista per “limitare gli attacchi” (leggi: l’attività della Resistenza palestinese), ce ne sono alcuni che si collocano al di là del frontiere del diritto, in primis di quello internazionale.
Ne è un esempio il provvedimento approvato il 3 agosto scorso dal Parlamento sionista, che prevede il carcere… per dodicenni (!) condannati per “atti di terrorismo”.
Tale legge consentirà infatti alle autorità di imprigionare bambini ritenuti colpevoli di “crimini seri come l’omicidio o l’omicidio colposo anche se minorenni sotto i 14 anni”.
La promotrice della normativa é… una donna, con buona pace delle femministe isteriche di casa nostra che, immemori a quanto pare del (giustamente) vituperato “maschilismo”, non si vergognano di approvare di fatto una forma di “estremismo” apparentemente opposta ma ugualmente violenta ed insensata: Anat Berko. Una parlamentare del LIKUD, il partito dell’attuale primo ministro sionista Benjamin Netanyahu.
Grazie alla nuova legge, i tribunali avranno il diritto di autorizzare la detenzione dei ragazzini fra i 12 ed i 14 anni in istituti speciali, per poi essere tradotti in un carcere minorile al compimento del quattordicesimo anno di età. Tutto ciò nonostante la legge militare dell’entità sionista, che si applica ai palestinesi residenti in Cisgiordania, preveda già il carcere per i dodicenni.
Un “bel modello” di “lotta al terrorismo”, non c’è che dire.
Un modello che i soliti idioti filo-sionisti di casa nostra vorrebbero fosse adottato anche qui da noi.
In quello che, secoli e sinistre al governo fa, era considerato il Paese “culla del Diritto e delle Libertà”…

Luca Ariano