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Interrogativi

Oggi intendiamo rendere partecipi i nostri affezionati lettori di alcuni interrogativi che ci si propongono tutte le volte che sfogliamo i giornali. O che guardiamo i Tg ed il nostro occhio cade sugli avvenimenti del Medio Oriente. Della Siria in particolare.
Il primo è che dopo quasi due anni di guerra lo Stato Islamico (IS, o Daesh, se pensate che l’acronimo arabo con significato dispregitavo possa appagare la vostra esterofilia o, più probabilmente, tacitare le vostre frustrazioni) non è stato ancora sconfitto.
Eppure lo Stato Islamico, nato notoriamente per volontà degli USA e grazie al sostegno finanziario e militare degli yankees e dei loro agenti regionali, entità sionista e Paesi arabi reazionari in primis (Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti…), da due anni è combattuto in pratica dal mondo intero.
Un mondo di cui fanno parte non solo i più forti e potenti Paesi imperialisti, ma anche la Russia, gli sciiti (Iran, Hezbollah), i curdi e persino una parte dello schieramento sunnita (Giordania, Turchia, ecc.).
In compenso, almeno apertamente, l’IS non può contare su nessun alleato. Se vogliamo, infatti, quello del Califfato è un esempio, assolutamente insolito e per certi versi originale, di “autarchia” tanto militare quanto diplomatica. In termini di rapporti di forze, la proporzione fra IS e Resto del mondo è di 0,001% contro 99,9%: una proporzione che raramente si è manifestata nella Storia.
Ma non basta.
L’IS controlla una limitata porzione di territorio sia in Siria sia in Irak; un territorio senza frontiere, con una struttura statale assolutamente debole e precaria; difeso, secondo le stime ufficiali, da un numero di combattenti, la maggior parte dei quali stranieri, compreso fra le 20 mila e le 30 mila unità. Certo, sotto il profilo militare, va senz’altro riconosciuto che si tratta di combattenti coraggiosi ed ideologicamente (religiosamente) motivati. Eppure, l’IS non dispone di aerei, men che meno di una flotta; e lamenta un ritardo impressionante ed incolmabile nei confronti dei suoi Nemici sotto il profilo della sviluppo tecnologico Ritardo che, ovviamente, si riflette sulla condotta della guerra, basti pensare alla netta superiorità del Resto del mondo nel campo dell’informazione, dello spionaggio, del controllo dei cieli, della potenza economica e finanziaria.
Eppure… Eppure Golia non riesce ad aver ragione di Davide.
Vi siete mai chiesti come mai?
E, se ve lo siete chiesto, avete trovato una risposta che non chiami in causa, come fanno gli immancabili idioti di turno, gli esempi del Vietnam, della Cambogia e del Laos…?

Luca Ariano