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Il (Contrap)Punto

Rubrica periodica

E’ in corso già da alcuni mesi ed in tutta Italia, su iniziativa dell’ANPI nazionale, una raccolta di firme a sostegno del NO al referendum costituzionale che si svolgerà ad ottobre. E che è stato promosso e voluto non dal defunto MSI o da uno degli storici partiti “golpisti” nati e cresciuti, in un passato nient’affatto rimpianto, all’ombra dell’altrettanto defunta (?) DC bensì dall’”insospettabile” (?) PD del Cretinetti fiorentino.
Ci sia consentito un interrogativo.
Dov’era e, soprattutto, cosa faceva, l’ANPI quando, nel marzo del 1999, il Governo del “compagno” Massimo D’Alema, e di cui facevano parte con ruoli di responsabilità (due ministeri, fra cui quello “strategico” della Giustizia) i cossuttiani-stalinisti del PDCI, aggredì, per conto della NATO e dello Stato-canaglia nordamericano, la Jugoslavia, provocando migliaia di morti e violando apertamente l’art.11 della Costituzione, quello che recita “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”?
Ed ancora: dov’era l’ANPI negli anni della guerriglia urbana, quando lo “Stato democratico nato dalla Resistenza” si opponeva ai movimenti di massa ed ai militanti rivoluzionari  violando, altrettanto apertamente, fra l’altro l’art.2 (“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo…); l’art.3 (“Tutti i cittadini (…) sono eguali davanti alla legge…”); l’art.13 (“La libertà personale è inviolabile”); l’art.14 (“Il domicilio è inviolabile”); l’art.15 (“La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili…”); e via elencando aperte e ripetute violazioni di quella carta costituzionale che oggi l’ANPI ha la pretesa di difendere e di salvaguardare?

Red5