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Una risata vi seppellirà?

La guerra Usraeliana alla felicità

Come i nostri lettori certamente sapranno nella Cisgiordania occupata l’esercito Usraeliano ha avuto mano libera. L’esercito ha la possibilità di ammazzare i militanti palestinesi anche se inermi e feriti (sul web vi sono le immagini del soldato che finisce, con un colpo alla testa, un “attentatore” palestinese ferito e immobilizzato sul terreno), di disporre a piacimento della possibilità di colpire, arrestare, perquisire, entrare nelle case, picchiare, maltrattare i bambini, torturare i sospetti e avanti così da atrocità ad atrocità protetto dalla complicità dei paesi occidentali.
Uno dei provvedimenti più odiosi è la detenzione amministrativa, l’esercito usraeliano è, cioè, autorizzato , sulla base dell’ordine militare 1651, a trattenere un individuo “sospetto” per un periodo di sei mesi (rinnovabili), senza che venga formulata una accusa formale e senza che l’accusa debba produrre prove a carico.
Il periodo di sei mesi è rinnovabile all’infinito, in attesa di un processo che magari mai si aprirà, senza che il detenuto abbia la possibilità di assistenza da parte di un avvocato che, del resto, non avendo nemmeno la possibilità di conoscere le accuse rivolte al suo assistito, sarebbe impossibilitato a costruire una difesa.
Uno dei casi più eclatanti è quello di Mohammad Abu Sakha, il cui periodo di detenzione amministrativa (come spesso accade in questi casi) è stato appena rinnovato fino al 12 dicembre 2016.
Mohammad Abu Sakha è stato arrestato il 14 dicembre dello scorso anno mentre stava attraversando il check-point militare di Zaatara, vicino a Nablus, per andare al lavoro nella cittadina di Birzeit, vicino a Ramallah.
La terribile colpa di Mohammad?
Essere un clown, anzi essere un clown che insegna la propria arte ai bambini dei campi profughi e, per questo, aver partecipato anche ad aventi internazionali con rappresentazioni persino negli Stati Uniti.
Una colpa, evidentemente, terribile quella di far ridere i bambini palestinesi, avrà pensato qualche alto ufficiale dell’esercito di occupazione intento, magari, ad organizzare l’ennesimo piano di aggressione o a studiare il modo di sgomberare un quartiere o di una zona agricola per far sì che una qualche famiglia felice (loro ne hanno il diritto…) israeliana vi si possa allegramente insediare.

M. R.