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Ritornando al primo maggio

Se ritorniamo sull’episodio che ha caratterizzato (ed infangato) il corteo sindacale del Primo Maggio milanese, è soprattutto per la sua gravità. Peraltro sottaciuta, quando non addirittura completamente ignorata, lo ribadiamo, non tanto dai media di regime (in fondo, i pennivendoli di regime fanno il loro squallido e prezzolato “lavoro” di ventriloqui e propagandisti della Controrivoluzione), quanto soprattutto dall’intero schieramento “anti-imperialista e pacifista”. Che si scopre tale solo nei rari e sporadici momenti di lucidità concessigli dall’uso ed abuso di oppio democratico-borghese e religioso.
Per questi “utili idioti” dell’imperialismo, la cosiddetta “opposizione democratica siriana” è un punto di riferimento obbligato, uno schieramento politico-militare su cui è lecito, quando non addirittura doveroso, puntare in alternativa al “regime dittatoriale” di Assad, il “nuovo Satana” che, nelle farneticazioni reazionarie dei soliti sostenitori dei Diritti Umani e delle “guerre umanitarie”, ha preso il posto di Saddam Hussein e del colonnello Gheddafi.
In realtà, la cosiddetta “opposizione moderata siriana” non esiste e non è mai esistita.
Infatti le due formazioni più consistenti organizzate a tavolino fuori dai confini della Siria sono il Consiglio Nazionale Siriano (CNS), che rappresenta la principale coalizione di gruppi “di opposizione” “in esilio” (negli Stati Uniti, in Turchia o in Arabia Saudita) e l’Esercito Siriano Libero (ESL), formato da disertori dell’esercito regolare siriano, creato , guarda caso proprio ad Istanbul !, il 29 luglio del 2011.
Questi due raggruppamenti, entrambi sostenuti e finanziati dall’Occidente e dalla “mezzaluna sunnita” (Qatar, Arabia Saudita e Turchia) rappresentano di fatto i cosiddetti “ribelli moderati”. La cui legittimità democratica si è fin dall’inizio dimostrata inesistente.
Oggi molti dei pretesi “combattenti” del CNS sono passati, armi, bagagli e prebende mercenarie, all’ESL, un’organizzazione finanziata, addestrata ed armata fin dagli esordi dalle potenze imperialiste e dai Paesi islamici della galassia sunnita, quando non addirittura negli altri gruppi terroristici, soprattutto in Al Nusra e nello stesso ISIS.
L’espressione “ribelli moderati”  è diventata quindi  una sorta di “lavatrice giornalistica” utilizzata per “ripulire” criminali e terroristi che operano al servizio e per conto degli interessi occidentali e delle maggiori potenze imperialistiche.
Perché, se proprio si vuol parlare di opposizione democratica all’attuale legittimo governo siriano, lo si può e lo si deve fare solo alludendo a quella rappresentata all’interno del Parlamento di Damasco.
E che, giusto per rifrescare la memoria dei “sindacalisti” di casa nostra e dei loro complici in operazioni di mistificazione e di sostegno alle campagne di disinformazione orchestre dai peggiori Stati-canaglia dello schieramento anti-Assad, fin dall’inizio dell’aggressione internazionale di cui il loro Paese è stato (e séguita ad essere) vittima si sono schierati dalla parte del loro legittimo Presidente.

Luca Ariano