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Quelli che 'non ci sono più'

I fascisti non sono esseri umani. Un serpente è più umano di un fascista
Hugo Chavez

Chissà quante volte vi sarà capitato, parlando con i vostri compagni di fede politica o con voi stessi,  di commentare: “Non ci sono più i comunisti di una volta!”. E, va riconosciuto sùbito, a ragione. Perché, in effetti, non ci sono più i comunisti “di una volta”. Anzi, non ci sono più i comunisti tout court.
Comunque, se la cosa può esservi di conforto (decidete voi se ed in quale misura), potete consolarvi al pensiero che, se è per quello, non ci sono più neppure i fascisti “di una volta”. Non i fascisti tout court, perché la madre di questi ultimi, che è poi la consorte del Capitalista  (che i pervertiti-degenerati catto-comunisti  chiamano eufemisticamente “datore di lavoro”), è sempre incinta. Con gran soddisfazione del proprio coniuge.
Volete una dimostrazione recentissima del fatto che non ci sono più i fascisti “di una volta”?
Ve lo forniamo sùbito, ricorrendo ad un’intervista rilasciata a Libero, il foglio di carta igienica che gli sbirri, gli ex-picisti rinsaviti sulla via di Washington ed i pretesi benpensanti offrono da leggere a quella parte del loro corpo che, pur non potendo pretendere lo stesso grado di nobiltà, è assolutamente intercambiabile con il cervello.
L’intervista, pubblicata sul numero del 16 maggio scorso a pagina 9, è a Simone Di Stefano, vice-presidente di Casa Pound, il branco di ritardati mentali che raccoglie i “moderni” seguaci di quella “religione della morte” di cui “l Ventennio fascista e Salò furono drammatiche incarnazioni” (Il Manifesto del 21 maggio, pag. 5). Una voce (meglio: un peto) “autorevole”, dunque, non un cerebroleso qualsiasi.
Sotto il titolo già di per sé esplicativo, per non dire scandaloso, tenuto conto dell’ideologia (supposto, ovviamente, che ce ne sia una) dei sedicenti “fascisti del Terzo Millennio”, “Camerati, salviamo la Costituzione antifascista”, alla domanda di tale Luca Telese “I fascisti del III millennio difendono la costituzione antifascista’”, Di Stefano non esita a confermare: “(…) Per me che sono nato nel 1976, (tenetevi stretti!, ndr) la Costituzione è di tutti, il primo baluardo (non svenite!, ndr) della democrazia in questo Paese”. Infatti, “la nostra Carta è piena di articoli che riconoscono valori e diritti di interesse sociale” (sic!, ndr).
Se nel frattempo non siete svenuti o non avete picchiato il vostro coniuge o i vostri figli per superare lo shock, siete pronti per leggere quel che viene dopo.
“Vorremmo (noi fascisti del Terzo Millennio, ndr) che i valori difesi dalla nostra Costituzione, a partire dalla bellissima idea che la Repubblica è fondata sul lavoro (un’attività che, ai diabetici dementi di Casa Pound è estranea tanto quanto il loro cervello da ranocchio lo è ad un’intelligenza anche minima, ndr), siano applicati”.
Vi risparmiamo il resto, cioè le successive risposte. Facciamo una sola eccezione.
Alla domanda “Lei potrebbe invitare a Casa Pound il presidente dell’ANPI Smuraglia?”, il camerata Di Stefano, uno che, al pari del Bomba fiorentino, ha la faccia come il  proverbiale lato-B, non esita a rispondere così: “Sarebbe bello parlare della Costituzione con l’ANPI. Se non lo considerasse provocatorio, gli direi: ‘Venga, discutiamo di come vincere il referendum”..
Il resto, superfluo precisarlo, merita soltanto la sorte inappellabile e risolutiva della fogna.
L’accenno al referendum ormai prossimo, richiama inevitabilmente l’accusa rivolta dalla madonninainfilzata, nonché ministra, Maria Elena Boschi a chi propone di votare NO di trovarsi sulle stesse posizioni di Casa Pound.
Una sciocchezza, ovviamente. Frequente e scontata in chi fa parte di un governo che ha messo il proprio programma al servizio della finanza internazionale, dell’imperialismo USraeliano e del FMI, vale a dire proprio dei mandanti e dei finanziatori, dei padroni, come si diceva una volta in significativa sintesi, dei topi di fogna del Terzo Millennio.
E poi, in ogni caso, il problema Casa Pound è un problema dei fascisti di tutti gli schieramenti politici
Perché sicuramente, fra di loro, è rimasto qualcuno che è costretto a constatare che “non ci sono più i fascisti di una volta”…

Eugenio Colombo