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Bufale anti-comuniste

Scriveva ai suoi tempi il mitico Mark Twain che “i giornalista è colui che distingue i vero dal falso… e pubblica il falso”.
Mai analisi, concentrata in un semplice ma istruttivo aforisma, si è dimostrata  più attuale.
Alla fine di marzo, infatti, il TG di Rainews24, ha diffuso la notizia, peraltro impunemente e a dispetto non solo della Verità ma anche del Ridicolo, che i Rolling Stones, grazie al loro “storico concerto” tenuto a L’Avana il 25 marzo, sono stati “la pima band a rompere il divieto per la musica straniera a Cuba”.
Una bufala incredibile (ed inaccettabile), prodotta da quell’impasto di ignoranza e di anti-comunismo che ispira l’attività dei media di regime e dei ben noti pennivendoli di casa nostra, troppo impegnati a decifrare le veline governative e le direttive dell’imperialismo USraeliano per avvertire l’esigenza di informarsi prima di sputare falsità e calunnie.
A parte il fatto, ben noto a tutti fuorché ai sedicenti “giornalisti” della RAI, che a Cuba c’è addirittura una statua dedicata a John Lennon inaugurata anni fa dallo stesso Fidel Castro, dovrebbe essere risaputo che, per fare solo un esempio che ci riguarda da vicino, sono stati numerosissimi i musicisti italiani che si sono fino ad oggi esibiti nell’isola caraibica più odiata (e calunniata) dagli yankees.
Ne citiamo, per limiti di spazio, solo alcuni.
Gli Area del rimpianto Demetrio Stratos suonarono a Cuba nel 1978, mentre, nel 1982, il Banco di Mutuo Soccorso fu protagonista di un tour su invito dello stesso Governo.
Nel 1983, Pino Daniele prese parte al Festival di Varadero; e nel 1994 fu la volta dei Nomadi.
Tre anni dopo, nel 1997, toccò agli Statuto, una nota band torinese. Poi si registrò la presenza di Jovanotti, di Zucchero Fornaciari e di Manu Ciao, che italiano certo non è, ma neppure cubano.
La bufala dei pennivendoli della RAI dell’Ebetino di Firenze è tale anche se, anziché gli Italiani, si considerano gli stessi nordamericani.
Basti ricordare la mitica Havana Jam del 1979, il festival, durato tre giorni, al teatro Karl Marx, che vide suonare insieme il meglio del panorama musicale cubano ed alcune star dell’epoca, fra cui Billy Joel, Kris Kristofferson ed i Weather Report.
D’altro canto, è ugualmente una bufala il fatto che i Rolling Stones siano stati la prima rock band britannica ad esibirsi a Cuba. E i gallesi Manic Street Preachers (che suonarono nel 2001)? non sono forse anch’essi “britannici”?
Per farla breve, non solo, quello dei  Rolling Stones, non è stato il primo concerto rock svoltosi a Cuba, ma soprattutto non c’è mai stato alcun tipo di bando alla “musica straniera” emesso dalle autorità dell’isola caraibica colpevole di essere troppo vicina agli USA e troppo lontana dalla muta idrofoba dei pennivendoli al servizio dell’imperialismo USraeliano.
Da loro e dal loro anti-comunismo viscerale, oltre che, è il caso di dirlo, professionale.

Luca Ariano