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Un caso esemplare (e commovente)

Il contributo che vi proponiamo oggi richiede una breve premessa.
Che è poi questa: abitualmente non ci occupiamo di notizie del genere di quella che siete in procinto di leggere. Per tanti motivi, la gran parte dei quali sono affatto intuitivi, come scoprirete di qui a poco. Se oggi facciamo un’eccezione, se questa volta ci discostiamo dalle nostre abitudini, è perché la notizia ci ha profondamente colpiti, e non solo per la sua “eccezionalità”.
Nei giorni scorsi, per la precisione il 27 marzo scorso, in Inghilterra, è morto, a soli 16 anni, Max Edwards, un nome che ai più non dirà nulla. Eppure Max, come ci riferiscono le cronache (cfr. Huffingtonpost.it) , “amava la filosofia, la storia e la politica”: cosa di per sé ancòra, nonostante tutto, relativamente “normale” e comunque di per sé piuttosto banale.
L’informazione diventa meno normale e meno banale se si aggiunge che il giovane britannico di York, una città di poco più di 200.000 abitanti, aveva aperto un blog marxista chiamandolo “The Anonymus Revolutionary”, e cioè “Il Rivoluzionario Anonimo”.
E lo aveva fatto, nel 2014, come lui stesso aveva rivelato, per contribuire “ad un moderno marxismo”, convinto com’era, nonostante la sua giovane età ed una malattia che lo stava conducendo ad una morte vicina ed inevitabile, che il marxismo non fosse per nulla un “vecchio arnese arrugginito”, che si dovesse e potesse rinnovarlo “per affrontare la nuova era del capitalismo globale”. “Non credo che la natura umana sia in contraddizione con l’idea di uguaglianza. Anzi, penso che sia in sintonia con essa. E’ vero che abbiamo la tendenza a mettere i nostri bisogni di fronte a quelli degli altri, ma alla fine i nostri primi sforzi di lavorare insieme dimostrano che questi comportamenti sbagliati non sono innati o inamovibili, anche se sono il motore dei sistemi di sfruttamento economico della società moderna”.
Oltre che marxista, Max Edwards era anche ateo, com’è peraltro scontato se si è  persuasi, come chi scrive, che dalla premessa debba necessariamente conseguire la conclusione appena ricordata.
Lo testimonia una dichiarazione resa poco prima di soccombere al tumore: “Mi dicono che molte persone stanno pregando per me e io stesso sto pregando, anche se non ho mai pensato potesse fare la differenza (l’ho fatto solo una volta, casomai servisse a far accadere qualcosa di buono: cos’ho da perdere?). Non credo in dio: non ci credevo prima della diagnosi e non ci credo ora. Dicono che la morte sia la cosa più terribile che possa capitare, e siccome non posso auto-ingannarmi pensando che ci sia una vita dopo la morte, penso che questa esperienza porti soltanto ad un vuoto senza nulla. Ma ho trovato il modo di accettare questa idea”
Ora avrete certo compreso il titolo di questo articolo, il suo perché.
E le ragioni del nostro commosso addio al Rivoluzionario Anonimo che ci ha lasciato troppo presto.
“Che la terra ti sia lieve”, compagno Max Edwards, ateo e marxista in un mondo di papisti decerebrati e di rinnegati venduti alla Bestia capitalista.

RED6


Un ringraziamento al compagno Massimo, a cui dobbiamo la segnalazione della notizia di cui ci siamo occupati.