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Loro lo avevano (pre)detto

5 marzo 2011. In un’intervista rilasciata al periodico Le Journal de Dimanche, il colonnello Muammar Gheddafi, il presidente libico assassinato dalla feccia mercenaria prezzolata dall’imperialismo Usraeliano, dalle petro-monarchie del mondo arabo e dai Paesi della NATO, ammonì l’Europa  che sganciava bombe e dirigeva l’aggressione ad uno Stato sovrano riconosciuto dall’ONU, la Libia: “Se ci minacciate, se ci destabilizzerete, ci sarà confusione. (…) Questo è ciò che accadrà. Avrete l’immigrazione, migliaia di persone invaderanno l’Europa dalla Libia. E non ci sarà nessuno a fermarli. (…) Come fanno i leaders europei a non vederlo? Il rischio che il terrorismo si estenda a livello globale è evidente”.
18 giugno 2013. In un’intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung, il presidente siriano Bachar al Assad, vittima di una prolungata, feroce ed illegale aggressione da parte dell’imperialismo Usraeliano, delle petro-monarchie del mondo arabo e dei Paesi della NATO, ebbe modo di ricordare che “se gli europei forniranno armi” ai cosiddetti “ribelli siriani”, “il terrorismo attecchirà nel cortile dell’Europa e l’Europa pagherà un prezzo”.
Eppure, nonostante le peraltro facili  profezie dei due leaders arabi, oggi l’Occidente si meraviglia (o, meglio, finge di meravigliarsi) di essere oggetto dell’odio e dell’”attacco terroristico” dei “mostri” che l’Occidente stesso ha evocato (“Hilary Clinton ha creato l’ISIS”, ha dichiarato di recente il candidato repubblicano alla Casa Bianca, Donald Trump).
E che oggi, ennesimo esempio di quell’ironia della Storia di cui già parlava Marx, sono sfuggiti al controllo dei loro burattinai.

L. A.