Canale Video


Calendario

Dicembre 2021
L M M G V S D
« Nov    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  

Archivio Articoli

Lo yankee 'socialista'

L’Amerikkka non è notoriamente un “Paese per vecchi”.
E neanche un Paese per marxisti in generale e per socialisti in particolare. Non parliamo poi per rivoluzionari…
Eppure, uno dei candidati USA alle future presidenziali dello Stato-canaglia per eccellenza passa per “socialista”. Anche perché è lui stesso a dichiararsi tale. E, come abbiamo già osservato, negli Stati Uniti essere o definirsi socialisti è un po’ come essere o definirsi atei in Arabia Saudita o nel Califfato dell’ISIS.
Comunque sia, il candidato a cui ci riferiamo è Bernie Sanders, che contende al Hillary Clinton la nomina a presidente del regime più sanguinario e guerrafondaio perlomeno dalla seconda guerra mondiale ad oggi in rappresentanza del Partito Democratico.
In realtà, se si vedono le cose, se si guarda cioè la realtà più da vicino e senza inforcare gli occhiali deformanti che usano, qui da noi, le maestrine dalla penna rossa ed i seminaristi catto-comunisti di Radio Popolare e de Il Manifesto, è facile scoprire che Sanders, di “socialista”, ha molto poco.
Stentate a crederci?
Leggete allora quello che sostiene  il “compagno socialista” Bernie Sanders.
Secondo il più recente “Salvatore della Sinistra mondiale”, dopo Kennedy, Clinton, Obama e via elencando arcinoti criminali, di guerra e non solo, negli USA povertà e disoccupazione sono il portato degli… accordi commerciali con la Cina! Nei cui confronti, sempre a parere del “compagno” Sanders va usato “il pugno duro e l’isolamento”. Quanto poi al Tibet “violentato dall’occupazione cinese” (sic!), il Nostro non ha esitato a sottoscrivere, in compagnia del candidato repubblicano Marco Rubio, un appello in cui si chiede al governo cinese di iniziare “un significativo dialogo con la leadership tibetana”. E dove si promette di “continuare a finanziare i programmi che forniscono assistenza umanitaria, sviluppo economico ed informazione indipendente per i popolo tibetano”, come previsto nei famigerati “piani umanitari” delle altrettanto famigerate “rivoluzioni colorate” del recente passato.
Per non parlare dei giudizi sul socialista Hugo Chavez.
Dal Guardian: “Ieri, uno dei più importanti Super PAC di Hillary Clinton ha attaccato la nostra campagna piuttosto ferocemente (…). Hanno suggerito che sarei amichevole con organizzazioni terroristiche in Medio Oriente, e addirittura hanno cercato di creare un collegamento con un dittatore comunista morto”.
Per “dittatore comunista”, per quanto possa dispiacere ai sinistri decerebrati della falsa Sinistra di casa nostra, il candidato “socialista” del Partito Democratico (quello USA, perché in quello italiota uno come lui sarebbe considerato, nonostante tutto, un “pericoloso estremista”), il senatore Sanders, si riferisce al venezuelano Chavez, un “dittatore” solo per la CIA, per l’imperialismo USraeliano e per gli agenti ossequiosi ed obbedienti tanto dell’una quanto dell’altro.
Non basta, però.
Alle dichiarazioni di Sanders sulla Cina, sul Tibet e sul Venezuela del socialista (in questo caso sì, senza virgolette) Hugo Chavez, va poi aggiunta quella, altrettanto significativa e compromettenti delle precedenti, sulla NATO: “Dobbiamo stanziare più fondi e rafforzare la cooperazione con la NATO”, allo scopo di “proteggerci dalle forze esterne”.
Non pensate, a questo punto, che basti ed avanzi per convincersi definitivamente che, se Bernie Sanders è un “socialista”, l’Ebetino di Firenze può essere considerato a buon diritto un “rivoluzionario bolscevico”?

L’Osservatore Internazionale