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Lo 007 fiorentino

La notizia, che è poco definire clamorosa, è stata data da una pennivendola del Corriere della sera, il quotidiano  un tempo della “buona borghesia” meneghina, oggi, dopo il periodo della proprietà targata P2, ridotto al (miserabile) ruolo di portavoce del governo guidato dall’Ebetino di Firenze.
Maria Teresa Meli, questo il nome della giornalista, il 7 marzo scorso, in un articolo a pagina 11 sulle faide interne al PD, ha scritto che “Massimo D’Alema, nel corso di una cena”, si è lasciato scappare che “Renzi è un uomo del Mossad (uno dei servizi segreti dell’entità sionista, non forse il più “potente”, di sicuro il più conosciuto all’Estero, ndr)”; e che per questo “bisogna sconfiggerlo”.
Eppure, una notizia del genere, offerta al lettore del Corrierone come se si trattass di un pettegolezzo qualsiasi, è stata sùbito avvolta nelle nebbie del silenzio. Essa è stata infatti ignorata non solo dagli altri media di regime, tutti più o meno allineati a fianco e a sostegno della politica criminale di un Esecutivo di massoni, di leccapiedi della finanza internazionale e di servi dell’imperialismo USraeliano, ma anche dall’intero arco(baleno) della falsa Sinistra, istituzionale e non.
Sì, è vero: la fonte della rivelazione è tutt’altro che una “fonte d’acqua pura”, tenuto conto delle faide che dilaniano il PD e che ben presto, ce lo auguriamo vivamente, lo ridurranno ad un cadavere nauseabondo, ad un relitto in completa balìa dei venti di tempesta di una crisi che sta pian piano riducendo il modo di produzione capitalistico ad un acquitrino pullulante di vermi e di zanzare, oltre che di bestie feroci. Eppure, non lo si dimentichi, “baffino” D’Alema può vantare il “merito”, agli occhi dei suoi padroni d’Oltreoceano, di aver scatenato, solo pochi anni fa, un’aggressione criminale contro la Jugoslavia. La qual cosa lo rende, per esperienza diretta, personale, un vero e proprio esperto di servizi segreti.
Dunque, per il boia D’Alema, Renzi è “un agente del Mossad”.
Una notizia-bomba, che in qualunque altro Paese avrebbe provocato un’eruzione vulcanica di richiesta di dimissioni, di interpellanze parlamentari, di articoli sdegnati ed infuocati sugli stessi media asserviti al Padrone a stelle e strisce ed ai suoi fiduciari indigeni.
E invece… invece il silenzio (quasi) assoluto.
Ad ennesima dimostrazione che il nostro infelice e sfortunato (per via dei vincoli secolari con gli USA e con il Vaticano) Paese, è ormai ridotto ad una cloaca, ad una caricatura grottesca della stessa democrazia borghese. La quale, come ben sanno i nostri lettori, é solo e soltanto una caricatura dell’unica vera democrazia che la Storia abbia conosciuto: quella della marxiana Dittatura del proletariato.
L. A.

P.S.
A completamento dell’articolo che avete avuto la benevolenza di leggere, vi forniamo qui di séguito alcune brevi note biografiche su alcuni dei collaboratori dello 007 fiorentino.
Ad iniziare da quelle che riguardano Michael Ledeen.
Ledeen é stato “la mente” della strategia aggressiva di Ronald Reagan negli anni della Guerra Fredda e degli squadroni della morte attivi nel Nicaragua sandinista. Consulente del SISMI, il servizio segreto militare di casa nostra nel periodo della Strategia della Tensione, ha ispirato la “guerra al terrore” promossa dall’Amministrazione Bush e quella “calda” all’Irak. E’ stato inoltre uno dei consulenti del ministero degli esteri dell’entità sionista.
Oggi Michael Ledeen é una delle “menti” (bella forza, considerati gli altri sodali!) della politica estera del segretario del PD, Matteo Renzi.
Secondo il New York Post, fra gli “ammiratori”  dell’Ebetino di Firenze ci sarebbero gli ambienti della Destra repubblicana, legati alle lobby pro-Israele e pro-Arabia Saudita.
A quest’area fanno riferimento anche il guru economico di Renzi, Yoram Gutgeld; ed il principale consulente politico dell’attuale premier, Marco Carrai. Sia Gutgeld che Carrai sono considerati “molto vicini” all’entità sionista. Carrai ha addirittura interessi propri in Israele, dove si occupa di venture capital e di nuove tecnologie.
Anche il filo-renziano Marco Bernabé ha forti legami con Tel Aviv, attraverso il fondo speculativo Wadi Ventures. Da parte sua, il padre di Marco, Franco Bernabé, fino a pochi anni fa é stato custode delle dorsali telefoniche mediterranee che collegano l’Italia all’entità sionista.
Probabilmente anche per tutte le ragioni che abbiamo fin qui brevemente elencato anche dopo aver consultato il sito www.lantidiplomatico.it, l’ultimo cassiere dei DS, Ugo Sposetti, ebbe a dichiarare che “dietro i finanziamenti milionari a Renzi c’é Israele, e la destra americana”.