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Il Popolo De L'amore

“Lei è buona! Glielo dico io che sono un esperto di bontà”
Totò, in Il Monaco di Monza

E’ nato, finalmente!
E’ nato il Popolo De L’amore (PDL), come scriverebbe quel semi-analfabeta di Bossi, uno che, in un comizio di qualche anno fa, in largo Cairoli, a Milano, riusciva a confondere i “gulag” sovietici con i ben più appetitosi “gulash”, a dimostrazione che i bottegai possono avere dimestichezza solo con le lingue… salmistrate.
E’ nato aggiungendo, anno dopo anno, mattone a mattone: mattoni impastati nella cucina della Generosità e cotti nel forno dell’Amore, entrambi naturalmente con la maiuscola iniziale.
Gli increduli si accontentino, fra i tanti disponibili, solo di qualche esempio, in ogni caso più numeroso dei “miracoli” che occorsero a Gesù per provare di essere “l’Unto del Signore” quando ancora non c’erano né la TV né Emilio Fede.
Aprono la nostra breve rassegna le dichiarazioni dell’Unto dal Signore II-Il Ritorno sui “coglioni” che “votano per i comunisti”, e comunque non per Lui.
E poi, a seguire:
“Veltroni è un coglione” (giudizio peraltro non del tutto da biasimare), il 3 settembre 1995;
“Veltroni è un miserabile” (idem come prima), il 4 aprile 2000;
“La Bindi e Prodi sono come i ladri di Pisa: litigano di giorno per rubare di notte” (idem come idem come idem), il 29 settembre 1996;
“Prodi è la maschera dei comunisti”, il 25 maggio 2003;
“Prodi è un gran bugiardo pericoloso per tutti noi”, il 21 ottobre 2006;
“Il Centro-sinistra? Mentecatti, miserabili alla canna del gas”, il 4 aprile 2000;
“Sono in politica perché il Bene prevalga sul Male. Se la Sinistra andasse al governo, l’esito sarebbe questo: miseria, terrore, morte. Così come avviene ovunque governi il comunismo”, il 7 gennaio 2005;
“Lei ha una bella faccia da stronza” (ad una signora riminese che lo contestava), il 24 luglio 2003;
“Non credo che gli elettori siano così stupidi da affidarsi a gente come D’Alema e Fassino, a chi ha una complicità morale con chi ha fatto i più gravi crimini come il compagno Pol Pot”, il 14 dicembre 2005;
“Ho troppa stima dell’intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare facendo il proprio disinteresse”, il 4 aprile 2006;
“I giudici sono matti, antropologicamente diversi dal resto della razza umana… Se fai quel mestiere devi essere affetto da turbe psichiche”, il 10 settembre 2003;
“Il presidente Scalfaro è un serpente, un traditore, un golpista”, il 6 gennaio 1995.
Dopo un breve saggio delle esternazioni trasudanti Amore dell’Unto dell Signore II-Il Ritorno, è d’obbligo la citazione per le performances del Superhandicappato padano Umberto Bossi su “negri, terroni, rom, sinti e beduini vari che pregano con il culo per aria”.
Riprendiamo allora l’elenco, anche in questo caso limitandoci al “meglio” (si fa per dire, e si dice giusto per restare in argomento!).
“Senza la devoluzione, da qui possono partire ordini di attacco al Nord. Ho dieci milioni di lombardi e veneti pronti a lottare per la libertà”, Bossi, il 29 settembre 2007;
“Queste sono elezioni libere? In Sud America si mobilitano i generali, in Italia si usano i giudici. Se vinciamo, questa volta non faremo prigionieri”, Previti, il 14 aprile 1996;
“Santoro e Vauro sono due volgari sciacalli che vomitano insulti con le tasche piene di soldi dei cittadini. Gente così alimenta odio e merita solo disprezzo”, Gasparri, il fascista-bersagliere, nel senso di fascista rapidissimo a darsela a gambe quando la protezione della polizia non era più in grado di garantirgli l’incolumità dalle sacrosante bastonature “rosse”, il 13 febbraio 2009;
“Questo è pazzo, va condannato a morte”, Giulio Tremonti a proposito o di Di Pietro o dell’agente pubblicitario dei venditori di riproduzioni del duomo che voleva far conoscere il prodotto all’Unto del Signore II-Il Ritorno, il 15 dicembre 2009.
Sarebbe poi il caso di ricordare le dichiarazioni da bigliettino dei Baci Perugina del Supersbronzo da stalla brianzola-Calderoli sui rom, sugli immancabili “comunisti” e sui maomettani che dubitano della verginità di una madre di famiglia numerosa.
O gli insulti del Supersquadrista da Operetta-Larussa a quelli che “vogliono togliere il crocefisso dalle scuole” (mai frequentate dal dichiarante per comprensibili motivi di demenza infantile) e che “devono morire” prima che la loro pretesa venga accolta.
O, sempre per restare in ambiente di fascisti da sfilata di Carnevale, di nuovo le “esternazioni” di Sturmtruppen-Gasparri sugli “oppositori” che vanno “messi al bando” perché tali (da che pulpito, anzi, pardon: da che balcone viene la predica!).
Viva il neonato PDL, nel senso di Popolo De L’amore, allora?
Ma va’: come direbbe quel galantuomo di Prosperini, esempio preclaro di onestà, rettitudine morale e Amore (con la A maiuscola, ci mancherebbe!) per il prossimo: “ciapa su l’àsen e turna a cà, bigul!” (traduzione per quelli che amano poco, e dunque non potranno mai ricevere la tessera del neonato PDL, i dialetti: “appresta le tue cosucce, issale opportunamente sull’asinello e torna al tuo amato focolare, stupidino”)…

P.R.