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Spezzeremo le reni ad Aladdin...

La maggior parte dei cittadini amerikani, si sa, è obesa, rincoglionita dagli psicofarmaci, condizionata dalla televisione con un livello di istruzione assai mediocre. Nulla di male se non fosse che il destino dell’umanità potrebbe essere potenzialmente nella mani di un Homer Simpson col cervello in pappa, ma con la facoltà di sganciare bombe atomiche a destra e a manca.
Certo, non avranno creduto ai loro occhi i membri della compagnia PPP (Public Policy Polling) quando tra i risultati di un sondaggio effettuato su un campione di elettori repubblicani (molti dei quali favorevoli a Donald Trump) hanno scoperto che un terzo di questi erano favorevoli al bombardamento di Agrabah, la mitica e fantastica città dove, nel cartone animato di Disney, vive Aladdin e opera il Genio della lampada.
Lo yankee vive, evidentemente,  come una minaccia un arabo in grado di volare su un tappeto e non si fida di un ciccione blu col turbante in grado di esaudire desideri, tutte cose della cui esistenza, ne siamo ormai certi, molti amerikani sono convinti (visto che in molti credono alle streghe, al diavolo e a babbo natale).
Gli altri (i meno creduloni), un po’ come facevano i cani nell’esperimento di Pavlov che associavano il tintinnio di un campanellino al cibo, hanno avuto un riflesso condizionato (da ore e ore di rimbambimento televisivo); al nome arabo Agrabah non hanno potuto fare a meno di rispondere:”bombardare, bombardare”
La domanda sul sultanato immaginario era all’interno di un questionario realizzato in questi giorni in cui, per l’appunto, il dibattito tra i repubblicani alle prese con le primarie è incentrato sulle dichiarazioni di Trump contro l’ingresso di immigrati di religione musulmana.
Segnaliamo che tale dibattito ha raggiunto punte elevatissime quali, ad esempio, quelle in cui la discussione era incentrata sul problema se il musulmano sia meglio respingerlo oppure internarlo in campi di concentramento come si fece coi giapponesi nella seconda guerra mondiale.

Anna K.