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Partigiano di chi?

Si racconta, nel best-seller dell’umorismo noto con il nome di Bibbia, in particolare nel libro della Genesi, che “(…) con la costa che aveva tolta a Adamo, formò il Signore Dio una donna…” (Genesi, 2,22).
Ai nostri giorni, un’altra costola, questa volta laica, ha avuto modo di segnalarsi. E di dar nuovamente prova dell’ottusità scandalosa e dell’ignoranza di cui sono proverbialmente esperti i lettori dei cosiddetti testi sacri.
Alludiamo ad una delle costole del Grande e Giusto Partito Comunista dei tempi che furono, e cioé all’ANPI, l’associazione che storicamente pretende di rappresentare “i partigiani”. Ovviamente  quelli “fedeli alla linea del Partito” fino al punto di contribuire attivamente, in collaborazione con le ricostituite forze di polizia dello Stato borghese e capitalista (ri)sorto all’indomani del crollo del regime fascista, al disarmo dei (veri) partigiani che non erano disposti a deporre le armi e che erano fermamente intenzionati a seguitare a combattere contro il nemico di classe sventolando le bandiere dell’Internazionalismo proletario e del Comunismo. Ma torniamo ai fatti, anzi al fatto.
Nelle scorse settimane, l’ANPI, che ha la pretesa, lo ripetiamo, di essere “l’erede della Resistenza” e di “battersi da sempre a favore della libertà”, di quella di pensiero in particolare, ha deciso di annullare il proprio appoggio, peraltro concesso in un primo momento, alla presentazione, prevista per il 7 dicembre presso una delle sue sedi di Roma, di un libro di Alan Hart intitolato “Il sionismo: il vero nemico degli ebrei”.
La decisione “in extremis” perché, a detta del Presidente dell’ANPI, “appena appresa la notizia della presentazione del libro antisionista, (…) abbiamo immediatamente stabilito di non dare séguito all’iniziativa (…) perché non in linea con i valori ed i princìpi dell’ANPI che rifiutano qualsiasi forma di razzismo ed antisemitismo”.
Da non credere! Se tutta la storia, in particolare quella più recente, di questa costola ormai imputridita dell’estinto PCI, non stesse a dimostrarne la vocazione filo-capitalista e, di conseguenza, filo-sionista.
Solo un’ultima considerazione, prima di chiudere queste brevi note, peraltro persin eccessive per un’organizzazione ormai senza più séguito e senza più credibilità. E che resta formalmente in attività solo grazie alla prassi ormai consolidata in partitucoli sull’orlo dell’estinzione come SEL, Rifondazione e micro-frazioni della collassata galassia vetero-comunista di “doppiare” le tessere dei propri iscritti.
Plaudono l’oscena iniziativa dell’ANPI gli intellettuali ebrei che séguitano, loro sì!, a lottare coraggiosamente contro gli orrori dell’entità sionista, gli “Ebrei per la pace”, che avevano organizzato l’incontro insieme con gli “Ebrei contro l’occupazione” e, last but not least, tutti i rivoluzionari, i compagni de IL BUIO compresi, che lavorano da sempre per chiarire e sottolineare non solo la distinzione fra ebraismo e sionismo, ma anche la loro incompatibilità.
Piaccia o non piaccia a certi sedicenti “partigiani”…

Luca Ariano