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Nepotismo piddino

Il caso Boschi avvelena la Leopolda.
Da madrina a presenza scomoda. Boschi nel vortice del crac Etruria
”.

Il Giorno del 12 dicembre 2015,  pag.1 e pag.8.

I fatti.
Pier Luigi Boschi, il padre del ministro Maria Elena Boschi, la compagnuccia renziana cresciuta “in una famiglia molto cattolica” che ha fatto “la chierichetta prima e la Madonna nel Presepe poi” (Il fatto quotidiano del 12 dicembre 2015) viene promosso vice-presidente del Consiglio di Amministrazione della Banca Etruria, uno degli istituti di credito “salvati” dal governo del Pagliaccio fiorentino, nel maggio 2013. E cioè tre mesi dopo che sua figlia era stata nominata ministro, invertendo l’ordine dei fattori del familismo italiota: dai figli di papà al papà di (cotanti) figli.
Nel 2012 e nel 2013, due ispezioni di Banchitalia si conclusero con una maxi-multa per diciotto fra sindaci ed amministratori che avevano trasformato la banca in una vera e propria “banca del buco” (facile immaginare quale). Tra di loro, proprio Pier Luigi Boschi, multato per 144 mila euro (una frazione ridicolmente irrisoria del suo stipendio da “proletario arricchito”) per “infrazioni varie”. Fra le quali le “gravi carenze nell’organizzazione, nei controlli interni e nella gestione del controllo del credito”.
Lo stesso settore-credito della Banca del buco toscana era peraltro curato da Emanuele Boschi, figlio di Pierluigi e fratello del ministro che “gli uomini del cerchio magico renziano chiamano affettuosamente Mary” (Il Giorno del 12 dicembre 2015, pag.8).
Oggi Pier Luigi è indagato per “false comunicazioni sociali” a danno di soci e creditori”, “ostacolo alla vigilanza” e “falso in prospetto”.
Per il momento, l’elenco dei reati di cui è accusato il genitore della cattolicissima e renzianissima Mary, nuovo idolo sessuale di generazioni di bigotti frustrati e di nostalgici delle olgettine di berlusconiana memoria, si esaurisce qui.
Eppure, la reincarnazione, a detta dell’esperto in piaggeria vaticana Bruno Vespa, di santa Teresa d’Avila, nega qualunque favoritismo da parte sua.  E da parte del suo onestissimo, correttissimo e moralissimo Governo.
“Perché il Governo non fa favoritismi (…). Mio padre è una persona per bene. Se è finito nelle cronache è perché è mio padre”, ha dichiarato Mary, la “Madonna nel Presepe, inventando una nuova forma di fallacia logica: quella secondo la quale basta affermare (e dare per scontato) che “il Governo non fa favoritismi” perché anche nella realtà non ce ne siano affatto.
E poi, questi qui, questa brigata (nel senso di associazione di briganti) di incompetenti, di servi del potente di turno e di leccapiedi senz’arte né parte, si lamentavano di Berlusconi…

Eugenio Colombo