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Scontro di (in)civiltà

Per non pagare il conto lo denuncia per terrorismo. Pensionata telefona ai carabinieri accusando operaio egiziano. Non aveva i 2500 euro dei lavori fatti al pavimento di casa.
Per non pagare un muratore egiziano lo ha segnalato ai carabinieri come un terrorista  che stava progettando attentati a Milano.  Protagonista una signora di 61 anni che abita a Pero, ex impiegata ora in pensione , il 17 novembre ha chiamato i carabinieri  dell’aeroporto di Linate da una cabina telefonica di Rho  senza dare il proprio nome, ma segnalando nome, cognome e numero di cellulare di un egiziano che ha indicato come sicuro ‘terrorista’ in procinto di compiere un attentato. (…) La stessa donna probabilmente aveva anche per tre volte, il 12, il 19 ed il 22 ottobre, telefonato alla  filiale di Pero della Banca Popolare di Milano (…) dicendo che c’era una bomba in filiale. Una mossa che serviva a fermare tutta l’attività della banca per rendere impossibile, al muratore egiziano, di incassare l’assegno che lei gli aveva preparato, che era scoperto. (…)
”.

Fin qui gli stralci di un articolo pubblicato, nella pagina della cronaca di Milano, dal quotidiano La Repubblica il 28 novembre scorso, a pag.XI.
Eppure, nonostante quello che avete appena letto, c’è ancora chi si ostina a sostenere  che “è in atto” uno “scontro di civiltà” fra un Occidente ricco, pasciuto, colto, democratico e tollerante ed un “pugno di terroristi”, di “belve sanguinarie” che vorrebbero indurre gli Occidentali, Italiani compresi, a “modificare” i loro “costumi” e le loro “abitudini” (leggi: la propensione quasi genetica per la truffa, per lo sfruttamento e per la delazione) e a cancellare le “conquiste” della Democrazia, del Diritto e della Libertà, in particolare del diritto di “fare la spia”, di inventare a proprio uso e consumo crimini inesistenti o di crearli ad arte in base al proprio tornaconto  personale ed ai propri volgari interessi economici ed alla Libertà di usare lo Stato per perseguire scopi che, con la difesa della sicurezza collettiva, nulla hanno a che spartire.
Il resoconto de La Repubblica tace sulle simpatie politiche della pensionata di Pero. Non precisa, cioè, se sia o meno una simpatizzante della Lega o una lettrice fedele di Libero o de Il Giornale, due arcinoti marchi di carta igienica con cui i berlusconiani ed i catto-fascisti sono soliti pulirsi la faccia, nella loro peculiare struttura morfologica collocata all’estremità opposta di quella normalmente abitata dal viso,.
In fondo, però, il particolare è del tutto privo di importanza sostanziale.
La pensionata di Pero non sarà forse una militante leghista, ma di sicuro è il tipico esponente di una pretesa “civiltà occidentale” basata sulla miseria morale, sull’individualismo dei pezzenti che si credono promossi socialmente solo perché, a furia di lavorare come solo le bestie sono costrette a fare, hanno accumulato quattro soldi in banca, sull’ignoranza del popolino-bue e… chi più ne ha più ne metta.
Tanto ne metterà sempre meno di quelle che si potrebbero mettere. Sempre cioé troppo poche.

Luca Ariano