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Il Trotzky “filo-terrorista”

Il testo che vi proponiamo oggi richiede alcune premesse. La qual cosa ci auguriamo non vi impedirà di proseguire nella lettura.
Va innanzitutto chiarito che non ci siamo affatto “convertiti” al trotzkismo. Allo stesso modo, se vi pare, in cui papa Francesco, a dispetto di ciò che pensano i soliti osceni catto-comunisti, non si é mai convertito al Comunismo.
Se abbiamo deciso di proporvi oggi un articolo del capo dell’Armata Rossa sovietica – non solo perché tale un grande rivoluzionario al cui confronto i suoi epigoni e (sedicenti) “discepoli” non hanno smesso di apparire, dovunque nel mondo e negli anni, come dei ripetitori ridicoli ed inconcludenti, prova ne sia, per citare solo un caso fra i tanti a disposizione, che i compagni dell’ERP argentino, per dar vita alla loro eroica ed esemplare esperienza combattente, furono costretti a rompere definitivamente con la Quarta Internazionale – é soprattutto perché, nel suo articolo del 1938 , Trotzky esprime un punto di vista eretico ed originale rispetto a quello che, sulla questione della lotta armata, hanno sempre espresso i movimenti comunisti che si rifacevano alla III Internazionale..
Per costoro, infatti, com’é peraltro noto, il ricorso alla violenza organizzata é legittimo solo e soltanto quando esso é condiviso ed attuato dalle “masse proletarie”. Salvo poi, come nel caso italiano della “rivolta di Reggio Calabria” dei primi anni Sessanta del secolo scorso, farneticare opportunisticamente e con spirito delatorio e poliziesco, di “provocazione fascista” o di “rivolta sanfedista”, in quanto tale reazionaria.
Trotzky non condivide in toto ed acriticamente questo dogma. Forse anche perché non ha mai militato nel famigerato PCI di Gramsci-Togliatti-Longo e Berlinguer. In un Partito, cioé, che negli anni della guerriglia urbana, ebbe modo di distinguersi per la sua attività delatoria, poliziesca e para-fascista. E dunque di meritarsi un posto alla tavola degli imperialisti e dei sionisti, anche se, com’é peraltro destino dei servi, non come invitato di riguardo ma come commensale pezzente, meritevole solo di consumare gli avanzi e le briciole del banchetto padronale.
Un ultimo esempio in ordine di tempo della vocazione sbirresca ed infame di un Partito che aveva la pretesa di rappresentare il punto di vista e gli interessi del Proletariato e delle Grandi Masse Popolari é stato offerto, proprio nei giorni scorsi, da un episodio, comprensibilmente sottaciuto e pressoché ignorato dai media di regime, riconducibile ad un’esperienza che ha la pretesa di rappresentare, ovviamente in chiave ”moderna” ed “opportunamente adattata”, la continuità con il passato della Sinistra italiota, di quella made in PCI in particolare.
Nei giorni scorsi é infatti successo, nella Milano del “compagno” Pisapi(pp)a, che l’assessore alle Risorse Umane del Comune, la bocconiana già direttrice delle Risorse Umane di San Pellegrino SPA -gruppo Nestlé (una grande multinazionale dell’alimentazione) Chiara Bisconti abbia lanciato un appello ai dipendenti comunali affinché superino “la paura di fare le spie”.
Ha riferito Il Giorno-Milano del 2 ottobre scorso, dando conto di una circolare dell’assessorato: “Chiedo che i dipendenti ci aiutino segnalandoci ogni situazione in apparenza non chiara. Chiedo che superino la paura di fare la spia (…). Che segnalino eventuali comportamenti anomali a me o ai loro (…) superiori”.
Roba che neanche il Fascismo del famigerato Ventennio, a conferma che la delazione e la logica sbirresca sono parte costitutiva del DNA di certa sedicente Sinistra di ascendenza picista!
Ma basta, con queste miserie da miserabili.
Torniamo piuttosto, prima del congedo, all’articolo di Trotzky.
Lo facciamo, immaginiamo con vostro sollievo, solo per informarvi che é possibile consultare il testo originale, nella versione in francese (da noi qui tradotta per ampi stralci) sul sito recriweb.blogspot.it e nella versone in castigliano sul sito marxismoa.blogspot.it.
Naturalmente, buona e proficua lettura a tutti. Anche ai neo-trotzkisti…

Luca Ariano

Il testo di Léon Trotsky
“E’ chiaro a chiunque, anche a quelli che hanno poca familiarità con la storia, che la politica del gangsters fascisti provoca direttamente e qualche volta deliberatamente degli atti terroristici. La cosa più sconvolgente è che c’è stato un solo Grynszpan. Senz’ombra di dubbio, il numero di questi atti aumenterà. Noi, marxisti, consideriamo la tattica del terrorismo individuale come inefficace (“inoperante”, nell’originale, ndt) per i compiti della lotta liberatrice del proletariato o dei popoli oppressi.
Un solo eroe isolato non può sostituirsi alle masse. Ciononostante noi comprendiamo benissimo il carattere inevitabile di questi atti convulsivi  di disperazione e di vendetta (“convulsifs”, nell’originale, ndt). Tutte le nostre emozioni, tutta la nostra simpatia vanno ai vendicatori che si sacrificano nonostante non abbiano trovato la via giusta. La nostra simpatia è ancora maggiore se consideriamo che Grynszpan non è un militante politico, ma un giovane inesperto, quasi un fanciullo (“enfant”, nell’originale, ndt), il cui sentimento di indignazione è stato l’unico ispiratore.
Strappare Grynszpan dalle mani della giustizia capitalista, che è capace di decapitarlo per meglio servire la diplomazia capitalista, è il dovere elementare, immediato della classe operaia internazionale”.
(…)
Sono poche le persone che sono capaci di indignarsi contro l’ingiustizia e la bestialità.  Però quelli che, come Grynszpan, sono capaci di agire in coerenza con ciò che pensano, pronti a sacrificare la loro stessa vita, sono il prezioso lievito dell’umanità. Trovate un’altra via! Dal punto di vista morale – e non per i metodi di azione – Grynszpan può essere d’esempio per ogni giovane rivoluzionario. La nostra solidarietà morale con Grynszpan ci conferisce doppiamente il diritto di dire a tutti i Grynszpan potenziali, a tutti coloro che sono capaci di sacrificarsi nella lotta contro il dispotismo e la bestialità: trovate un’altra via! Non è un vendicatore isolato che può liberare gli oppressi, ma solamente un grande movimento rivoluzionario delle masse, che non lascerà sopravvivere nulla del sistema di sfruttamento di classe, di oppressione nazionale e di persecuzione razziale”.

Scritto da Trotsky nel 1938 dopo l’esecuzione, il 7 novembre dello stesso anno, di un consigliere dell’ambasciata tedesca a Parigi da parte di un giovane ebreo tedesco, Herschel Grynszpan, che voleva in tal modo protestare contro un decreto con cui venivano espulsi gli ebrei di nazionalità polacca.