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L'angolo del Baffo

Conosci il nemico come conosci te stesso.

Se farai così, anche in mezzo a cento battaglie non ti troverai mai in pericolo.

Sun Tzu, L’arte della guerra

La notizia che commentiamo oggi avrebbe potuto essere la goccia che fa traboccare il vaso, almeno per chi si ritiene militante “a sinistra” mentre, al contrario, è caduta immediatamente  nel dimenticatoio.
La notizia è che alla tenera età (per chi non ha mai lavorato) di 57 anni il compagno Nichi Vendola, leader di tutte le minoranze immaginabili, ma non degli sfruttati, avrà accesso a due, dicesi due, pensioni (5618 euro lordi + 198mila euro lordi di indennità di fine mandato per essere stato 10 anni governatore della Puglia più circa 5000 euro netti al mese per 13 anni da parlamentare).
Il punto di vista che interessa non è quello, comunque sacrosanto, dell’indignazione contro l’uomo dalla “esse sputacchiante”, giustamente preso di mira da più di un comico.
Quello che qui si vuole analizzare, passata una settimana dalla diffusione della notizia, è la reazione della base del suo partito e, più in generale, dei simpatizzanti dell’area della cosiddetta sinistra-sinistra.
Gente che, di partito in partito, di delusione in delusione, non ha mai mancato di seguire acriticamente il leaderucolo di turno, di cui il pugliese inchinante (di solito ai Riva) rappresenta un significativo emblema.
Vendola, dicevamo. Una carriera tra le fila del PCI spinto dal padre sindaco di Terlizzi (Ba), entrato in Rifondazione Comunista dopo la Bolognina, diviene il braccio destro di Bertinotti e scappa dal partito quando tutto va in frantumi per diventare leaderino di SEL, uno sputo nella galassia degli sputi a sinistra del PD e che, en passant, ha vinto la terribile sfida per diventare governatore della Puglia contro il “temibile” Francesco Boccia e finirà ricordato, come detto, nelle sua terra per il servilismo ai padroni dell’Ilva di Taranto.
Ma, dicevamo, stupiscono sempre più gli affabulati degli affabulatori, i masochisti che non vedono l’ora di farsi infinocchiare dal primo venuto. Indistintamente. Che sia Vanna Marchi col sale grosso che non si scioglie nell’acqua fredda oppure uno che fa finta di voler rifondare il comunismo.
Una reazione, come volevasi dimostrare, nulla. Giusto per ricordare che la “filosofia” dell’odierna società scorre nelle vene del popolino-bue, in qualunque  direzione dell’arco parlamentare si riconosca non importa.
Ogni normodotato di quoziente intellettivo e di cultura trarrebbe un insegnamento.
Perchè Vendola non è il primo e non sarà certamente l’ultimo. Invece, come nella migliore tradizione della sinistra italiota, anche questa lezione non sarà appresa. E continueremo ad assistere alla trasumanza verso “il nuovo leader che questa volta è quello giusto” di sbandati che non sanno letteralmente a che santo rivolgersi. Perchè non hanno mai pensato di rischiare l’unghia del proprio mignolo e, come i devoti allo spirito santo, hanno sempre delegato ad altri il compito di risolvere i problemi.
Per riprendere il discorso iniziale, per il popolo della sinistra non ci sarà mai una goccia che farà traboccare alcunchè, dato che il vaso è sempre stato bucato e non si riempirà mai.
Basta solamente sapere che questi miseri servi sono utili solo alla pace sociale.

Giulia Steppens