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Da leggere

Tranquillizzatevi. Quella che state per leggere non è una recensione. E non solo perché sarebbe pressoché impossibile, almeno per noi che scriviamo condizionati dall’obbligo di  rispettare severi limiti di spazio per ragioni puramente editoriali, recensire un volume di quasi settecento pagine.
E’ “solo” un’indicazione, una proposta di lettura. Diretta in particolare a chi è interessato, per le ragioni più varie, alla Russia, alla sua politica estera, alla sua realtà economico-sociale e, non da ultimo, alla composizione di classe della società russa postsovietica.
L’opera di cui stiamo parlando è “Capire la Russia. Correnti politiche e dinamiche sociali nella Russia e nell’Ucraina postsovietiche”, di Paolo Borgognone, Zambon Editore, pp.679.
Il lavoro di Borgognone esamina il modo in cui le correnti politiche della “nuova Russia” improntate “al patriottismo ed al comunismo ‘sostenitore dello Stato’” si pongano in alternativa alle contrapposte correnti liberal-democratiche oggi dominanti in Occidente.
Borgognone muove da un’ampia analisi dei ceti medi della “nuova Russia”; poi passa in rassegna il sistema dei partiti – dalla putiniana Russia Unita al Partito Liberl-democratico di Russia, al Partito Comunista della Federazione Russa, un’organizzazione che, a dispetto dei pregiudizi sta oggi all’ortodossia marxista-leninista più o meno come il renzismo sta al comunismo, al Partito Nazional-bolscevico, dopo essersi soffermato sui principali gruppi politico-ideologici e sulle personalità da essi espressi (Putin, innanzitutto; ma anche il “comunista” Zjuganov, Zirinovskij ed il discusso (e contestato, dai soliti imbecilli di casa nostra, per via delle sue presunte posizioni nazi-fasciste) Alessandro Dugin.
Ma non solo: viene anche affrontata, nelle pagine di un libro vivamente sconsigliato, per via delle sue dimensioni, a chi si serve della lettura come strumento per ingannare la noia delle ore di viaggio sui mezzi pubblici milanesi, la questione del rapporto fra la Russia e le ex Repubbliche “socialiste”, in particolar modo quella con l’Ucraina, “territorio storicamente attraversato da una fortissima polarizzazione politica, focolaio di tensioni e violenze, e ora diventato una frontiera di ostilità permanente”.
Reprimete gli sbadigli di insofferenza: non andremo oltre le righe che avete avuto la pazienza di leggere fino a questo punto.
Anzi, no: aggiungeremo soltanto che, oggi, capire la Russia è importante anche per caomprendere le prospettive a breve termine della situazione internazionale. E, di conseguenza, cosa che più delle altre ci preme, per combattere meglio l’imperialismo USraeliano.
Perché, giusto per rirprendere gli insegnamenti di Mao Tsetung, esiste sempre una contraddizione principale (un nemico principale), le cui prospettive, la cui forza e le cui possibilità di sopravvivenza e di espansione sono determinate-limitate dalla forza militare, dalle caratteristiche economico-sociali e dalla natura di classe della contraddizione secondaria che oggi di fatto si oppone all’altra.
Piaccia o non piaccia.

Red4