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A volte ritornano

“A volte ritornano”, per i pochi che ancòra non lo sanno, è il titolo, divenuto ormai proverbiale, di una antologia di racconti del noto scrittore Stephen King pubblicata nel 1978.
Nel caso che tratteremo oggi, in realtà, più che di un ritorno, si tratta di una scandalosa conferma, di un’oscena permanenza: perché, purtroppo per tutti i democratici in generale, militanti rivoluzionari in testa, lei non se n’era mai andata. O, quantomeno, non se n’era mai andata definitivamente, contribuendo, in tal modo, a ridurre sensibilmente il tasso di inquinamento da sostanze nocive e velenose di un Paese, magari anche per questo, fra i più inquinati del mondo.
Stiamo infatti alludendo a Fiamma Nirenstein, la spocchiosa e famigerata  pennivendola fiorentina (un’altra concittadina dell’incolpevole Dante!)) che, nel 2013, si trasferì in Palestina, dove risiede nella colonia illegale di Gilo, nei Territori Palestinesi Occupati della Cisgiordania.
Fiamma Nirenstein, ed é questo il motivo per cui oggi ci occupiamo di lei, é stata di recente nominata ambasciatrice in Italia dello stato-canaglia per eccellenza, con il compito di “rendere più profonde la relazioni” fra i due Stati. Vale a dire, al di là delle dichiarazioni ufficiali di circostanza, di “indirizzare” certe scelte, e non solo di politica estera, del governo guidato dal suo altrettanto famigerato concittadino. Il quale, peraltro, può già contare, per lo stesso scopo, sulla collaborazione attiva di altri due noti filo-sionisti:  lo semi-sconosciuto ai più Yoram Gutgel ed il più noto Marco Carrai, rispettivamente “consigliere” economico e “consigliere” politico del clone fiorentino del Superviagra Nazionale.
Lo ha confermato,  l’11 agosto scorso, la neo-eletta ambasciatrice, nel suo blog personale: “Farò del mio meglio guidata dall’amore per Israele e per l’Italia”. E ancora, perché non ci siano dubbi di sorta: “Amo tanto l’Italia, il mio Paese natale, ma penso che oggi come oggi combattere contro la diffamazione di Israele (sic!, ndr)” e, tenetevi forte, “per l’esaltazione del suo magnifico attaccamento alla democrazia, benché circondata da nemici sia compito di ogni ebreo” (farneticazioni provocatorie e stupefacenti del 10 agosto c.a.).
Al di là degli impegni di prammatica e delle oscenità delle più infame propaganda sionista (“magnifico attaccamento alla democrazia” dell’entità sionista!), Fiamma Nirenstein metterà sicuramente a disposizione del terzo governo italiano non eletto tutta la sua passione di crociata sionista per la sedicente”unica democrazia del Medio Oriente”, la cui presunta “eticità” é stata così commentata, in un articolo de Il Manifesto: “Peccato che la ‘nostra etica’ (quella dell’entità sionista, ndr) sia il brodo di coltura degli assassini: sono quattro milioni i palestinesi privati dei diritti umani e politici…e Nirenstein parla di Hamas cannibale; oltre 500 bambini palestinesi sono morti negli attacchi dell’aviazione israeliana durante la guerra a Gaza, e l’ambasciatrice dice in perfetto italiano ‘tutti vogliono sterminarci’; l’unica potenza nucleare nella regione sta cercando di sabotare l’accordo fra le superpotenze e l’Iran, e l’intellettuale dice che ‘vogliono sterminarci’…”.
Se si analizzasse l’attività politica della Nostra “intellettuale”, sia prima che dopo la sua pseudo-partenza dall’Italia, si potrebbe notare l’assoluta coerenza di intenti e di fini che ha sempre guidato la sua attività: lavorare ad esclusivo vantaggio degli interessi e degli obiettivi dell’entità sionista.
Sempre, dovunque di svolgesse la sua attività di probabile sayanim, essendo i sayanim gli ebrei della diaspora che, per patriottismo (?), collaborano con il Mossad (i servizi segreti sionisti all’estero) nell’ambito dello spionaggio e della disinformazione.
Basta, per sospettarlo, dare un’occhiata alla biografia politica della Nostra. Che é entrata a far parte del partito azienda berlusconiano (PDL) dopo essere stata comunista, comunista dissidente, comunista versione Liberal-Adornato, repubblicana versione La Malfa, craxiana, martelliana (nel senso di Martelli), demichelisiana (nel senso di De Michelis), berlusconiana, finiana e, tanto per gradire, cioé, come dicono al ristorante,  dulcis in fundo, attivista di Alemanno.
In tutto questo periodo di tempo, ha peraltro trovato più di un ritaglio (é il caso di dirlo, trattandosi di una pennivendola) per dedicarsi anima (sionista) e corpo (degli altri, anti-sionisti e non)a tutte le più becere e criminali iniziative Usraeliane per la destabilizzazione del Medio Oriente. A scàpito anche, detto per inciso e per completezza di informazione, degli interessi commerciali di numerosissime aziende italiane.
Più che comprensibile, a questo punto, che BDS-Italia, il movimento per il boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele costituito dalle associazioni e dai gruppi che hanno aderito all’appello della società civile palestinese del 2005, abbiamo emesso, il 24 agosto scorso, un comunicato che denuncia l’atteggiamento di un governo, quello del cazzaro di Firenze, che “subisce la nomina ad ambasciatore di una ‘colona’ da parte di Israele e ignora inoltre l’evidente conflitto di interessi implicito nell’assunzione del ruolo di ambasciatore di un altro Stato da parte di questa rappresentante designata, che ha ricoperto ruoli istituzionali nel nostro Paese, per altro in politica estera e che ora servirà con fervore gli interessi e le politiche del governo straniero”.
Ma, si sa, così vanno le cose in un Paese asservito agli interessi non solo della finanza internazionale e della NATO ma anche a quelli dell’entità-canaglia sionista…

Luca Ariano