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I trenta denari (anzi: le trenta dracme) di Tsipras

E così, alla fine, Tsipras si è dimesso.
Lo ha fatto,  come avevano previsto, e noi de IL BUIO fra quelli, tutti quelli che non si lasciano incantare dalle chiacchere del “sinistro” di turno con la stessa disarmante facilità con cui i credenti si lasciano turlupinare da sempre da pretume e venditori di fumo turibolare vari, dopo aver portato a termine, con la diligenza degli alunni-modello, il compitino affidatogli dalla finanza internazionale, dalla Troika e dall’imperialismo yankee.
Appare oggi chiaro, infatti, dopo le prime applicazioni pratiche delle disposizioni previse dal cosiddetto “terzo memorandum”, che il leader di Syriza si è reso responsabile di un doppio tradimento: del programma della coalizione di governo, innanzitutto; e poi del mandato ricevuto dai suoi elettori affinché si ponesse fine al regime di protettorato neo-coloniale voluto dalla UE, ed in particolare dalla Germania.
Vediamo comunque più in dettaglio le prime misure prese dal governo greco convertito “a forza” ad una politica di stretta austerità al confronto della quale quella attuata in Italia dal clone fiorentino del Superviagra Nazionale si rivela un esercizio di dilettantismo economico e politico.
Sono tutte misure, quelle che elencheremo in forzata sintesi di qui a poco, prese all’insegna del più puro neo-liberismo, dal momento che consistono in gran parte in privatizzazioni senza precedenti per numero ed importanza. “Per reperire risorse allo scopo di onorare il debito”, così le ha giustificate Tsipras. E la richiesta della “moratoria sul debito”? e la mancata nazionalizzazione delle flotte mercantili degli armatori greci, per citare solo alcuni dei punti del programma elettorale di Syriza puntualmente (e prevedibilmente) disattesi?
Ho scritto il Sole-24 ore del 15 agosto scorso: “Il governo greco accelera sulla privatizzazione dei pezzi pregiati del sistema produttivo ancora nelle mani dello Stato: i porti del Pireo e di Salonicco e la ferrovia Trainose-Rosco. Tutte aziende che interessano i cinesi della Cosco e, per il parco del Pireo, anche la danese Maersk. (…) Nel memorandum di intesa, concordato ieri dalla Grecia e dai suoi creditori, si prevedono le privatizzazioni di porti, aeroporti e rete elettrica per un totale di 6,4 miliardi di euro entro il 2017. Il nuovo memorandum di circa 60 pagine prevede le misure prioritarie per l’erogazione della prima tranche di aiuti che dovrebbe essere di 25 miliardi su un totale di 85 miliardi di euro”.
Ma non finisce qui. Nel fondo per le privatizzazioni, infatti, finiranno “la compagnia statale del gas DESFA, (…) l’area dell’ex aeroporto e base NATO di Ellinikon, (…) il 10% rimasto in mano pubblica della compagnia telefonica OTE, dieci porti regionali, il servizio postale ELTRA, la compagnia elettrica, (…) i servizi idrici, la partecipazione statale nell’aeroporto internazionale di Atene, circa 10 mila proprietà pubbliche e i diritti per le estrazioni di gas offshore nel golfo di Kavala” (Il Manifesto del 19 agosto, p.4).
Un elenco di portate da menù della Trattoria dell’Orrore. Anzi, della Trattoria del liberismo più sfrenato e criminale.
E, per altri aspetti, un vero e proprio programma di governo. “Di destra”, come tutti i programmi simili?
Nient’affatto: di sinistra. Sì, sì: proprio di sinistra. Anzi: di Syriza, proprio di Syriza.
Parola di Tsipras.

L. A.