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Demoni e dei

Sono giunte fin qui, insistenti come la pioggia tropicale, le proteste dei compagni italiani de IL BUIO, il periodico on line con cui ho l’onore di collaborare da qualche tempo, per i contenuti di un articolo pubblicato da un’organizzazione anticlericale del loro sfortunato (anche per via del fatto di ospitare un’istituzione criminale ed oscurantista come il Vaticano) Paese. E con le proteste la preghiera, giusto per stare in argomento, di spiegare in che cosa consista la famigerata “teorìa de los dos demonios”.
Accolgo senz’altro il loro invito, accantono per un momento il tema di cui mi stavo occupando, e cioè l’ennesima dimostrazione che la presidenza-Obama, in realtà, non si distingue poi molto da quella reazionaria, ultraimperialista e guerrafondaia che l’ha preceduta (sto alludendo, naturalmente, al golpe in Honduras) e cerco di eseguire nel migliore dei modi il compito affidatomi.
Viene denominata teorìa de los dos demonios (o teoria dei due demoni o demoni), solitamente con un’accezione spregiativa, la concezione secondo la quale gli atti di violenza e di terrorismo commessi dalle Forze Armate nel corso della cosiddetta guerra sucia in Argentina possono essere paragonate con le azioni delle organizzazioni guerrigliere, partigiane e combattenti, come l’ERP (Ejercito Revolucionario del Pueblo) marxista-leninista ed i Montoneros peronisti.
Una teoria infame, dunque; e non solo perché mette sullo stesso piano colpevoli ed innocenti, boia e vittime, bestie e uomini.
In Argentina, ci furono almeno 30 mila desaparecidos: fra questi, almeno 500 bambini nati nelle stanze di tortura delle bestie in divisa ed in abito talare. Bambini (letteralmente rubati dai militari e dai loro sicari fascisti) le cui madri vennero poi assassinate dai torturatori ed i cui padri furono in gran parte lanciati in mare, dopo essere stati drogati, perché ogni traccia delle sevizie compiute sui loro corpi venisse definitivamente cancellata. In Argentina, ma più in generale nella maggior parte dei Paesi di Latino-America, migliaia di combattenti, di sindacalisti, di operai, di studenti, di intellettuali, di oppositori della dittatura e di semplici militanti delle lotte sociali, addirittura di semplici parenti, amici, conoscenti o colleghi di lavoro dei sospetti “sovversivi” sono spariti nei campi di sterminio e di tortura dell’unico “demone” che la storia – e non alludo solamente a quella latino-americana – abbia mai conosciuto: il demone delle bestie in divisa ed in abito talare che operavano ed operano per conto della borghesia e di quella d’oltreconfine (USA).
Come ebbe modo di dichiarare il compagno Gorriaràn, fondatore e combattente internazionalista dell’ERP, nella dichiarazione al processo che lo condannò per essersi opposto in armi all’ennesimo tentativo di colpo di stato in Argentina, “è un’ipocrisia senza misura equiparare, come fanno alcuni, le azioni della resistenza con le aberrazioni dei militari. Ed è una complicità dichiarata con gli assassini, la riduzione della storia alla bugiarda versione che qui ci fu anche una guerriglia. Due demonios? Sono uguali Rodolfo Walsh (un famoso giornalista desaparecido, ndr) e Massera (il generale che guidò, con altri animali suoi pari, la Junta golpista, ndr)? Sono uguali Cacho Perrota e Astiz? Sono uguali Haroldo Conti e Videla? No. Di frontre alla vita ed alla Giustizia ci furono due atteggiamenti: quella dei giusti e quella delle bestie”.
Immaginate l’aberrante teoria dei “due demoni” applicata nel vostro (sfortunato) Paese. I partigiani paragonati ai torturatori della RSI e delle Brigate nere; Luigi Longo paragonato a Mussolini; i martiri delle rappresaglie naziste paragonati alle SS…
Aberrazioni del genere possono scaturire soltanto da chi, per le bestie di regimi solo formalmente diversi, ha nutrito o nutre simpatie per nulla innocenti e disinteressate.
Per chi, direttamente o indirettamente si lavava a poco prezzo la coscienza attribuendo la responsabilità del golpe a due “agenti autonomi” che rendevano impossibile, a qualsiasi “terzo”, ogni iniziativa autonoma.
In tal modo, la classe politica dirigente (borghese) poteva presentarsi come rappresentante della società civile con la ragione come sola arma, in lotta, una lotta non equilibrata, contro le armi senza ragione dei due “opposti estremismi”.
Da una parte, i “due demoni” in conflitto, un conflitto senza regole e senza diritto, fra loro, dall’altra, momentaneamente “impotente”, la classe dirigente reale, la borghesia nazionale che, sulle macerie dello scontro fra le due “entità demoniache”, al momento opportuno avrebbe ripristinato la libertà ed il sistema democratico.
Che portavoce di simili posizioni opportunistiche, vili e, in buona sostanza, reazionarie abbiano conquistato il diritto di spandere impunemente il letame delle loro stalle anche grazie alla copertura di associazioni “progressiste” è obiettivamente una vergogna.
Che va cancellata.
Innanzitutto in nome della Verità e della Storia…

Matteo Sepulveda

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