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Il giudice

- Risposta sbagliata! – Con questa breve frase il giudice rimbrottava l’imputato nel corso dell’immancabile piccola incoerenza in cui il derelitto cadeva durante l’interrogatorio. Era un piccolo mantra che aveva mutuato da un noto quiz televisivo che l’aveva divertito nei momenti di relax.
Nel corso degli anni si era trovato davanti criminali di ogni tipo. Da quelli più gentili e subdoli a quelli iracondi, tutti assolutamente irrecuperabili per la collettività e per l’ordine costituito.
Quel giudice era famoso per la durezza delle condanne ed era osannato da tutti i giornali conservatori che cianciavano circa il necessario rigore delle sentenze, ma che puntualmente non si interrogavano sui motivi del disordine sociale.
Quel giorno aveva atteso che l’accusa elencasse i fatti (c’era bisogno di altro? Non bastava guardare in faccia il delinquente?) e che i mediocri avvocati della difesa fingessero di provare a scagionare il proprio assistito con arringhe raffazzonate e poco convincenti.
Durante il controinterrogatorio del meschino finalmente esplose con felicità la propria frase preferita e lo condannò senza nemmeno concedersi una pausa di riflessione.
Era un bel giorno di primavera e quella era l’ultima udienza prima del meritato riposo del devoto servitore dello stato.
Lasciato scorrere il corteo della polizia penitenziaria che riportava il condannato al proprio posto e salutati i colleghi uscì dal tribunale per godersi l’ultimo spicciolo di sole.
Approfittava del ritorno per una sana passaggiata verso casa convinto che questa piccola abitudine l’avrebbe mantenuto in salute.
Dopo aver attraversato un incrocio e svoltato in un vicolo si trovò di fronte un uomo che osservò con fare professionale.
- Criminale! Quest’uomo è un criminale! – pensò guardandosi intorno in cerca d’aiuto.
Non era sul solito scranno al riparo dalla feccia e, dunque, non era più animato dallo spirito sarcastico di poco prima. E non si sbagliava.
- Dammi il portafoglio – intimò l’avanzo di galera con un tono perentorio.
- Non ho niente… – balbettò intimorito il giudice.
- Risposta sbagliata! – ghignò il ladrò, menando un fendente al petto della vittima e dileguandosi col portafoglio.
Che fosse anche lui un fan dei quel famoso quiz televisivo?

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