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Infortuni meneghini

“Le premesse  erano mirabolanti. Le previsioni sbalorditive. Le previsioni stupefacenti. EXPO doveva  portare centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro”. (Il Fatto quotidiano del 6 dicembre, pag.15).
In realtà, a pochi mesi dall’apertura ufficiale di EXPO2015, la CGIL fa i conti e scopre… che, com’era peraltro prevedibile, le promesse erano soltanto promesse. E le previsioni fumo negli occhi dei soliti grulli e del solito popolino-bue. Perché, dei 308mila nuovi posti di lavoro stimati dalla Bocconi, dei 190mila della Camera di Commercio e dei 70mila degli Organizzatori sono solamente 4mila quelli prodotti realmente da EXPO2015. Oltretutto posti di lavoro “provvisori e a termine”. E con un basso livello di specializzazione: camerieri, manovali, addetti alle pulizie, parrucchieri, telefonisti, addetti ai call-center, magazzinieri…
Un’altra “figuraccia” (tanto per usare un eufemismo) di una Giunta di venditori di fumo, di incompetenti e di incantatori di serpenti. E di personaggi che si pretendono tali, nel senso che è questo il loro miserabile ruolo.
E’ il caso, tanto per restare sulla cronaca recente, del “compagno” Paolo Limonta, il maestrino dalla penna rossa che un altro sedicente “compagno”, il sindaco Pisapi(p)a, ha scelto non solo come proprio “gorilla” personale ma anche come responsabile dei rapporti con le “realtà sociali milanesi”, in primis con i Centri Sociali e con i Comitati di quartiere.
Un ruolo finalizzato al tentativo di attenuare, smorzare, svirilizzare, silenziare, sopire, sviare, in una parola: riassorbire ed integrare, in virtù di una apparente e del tutto formale affinità politico-ideologica, le spinte, se non antagoniste, quantomeno contestatrici dello status quo e della politica della Giunta provenienti dalla realtà sociale.
Ma cos’è successo di recente di così clamoroso e significativo da giustificare questo post?
E’ successo che, nel corso di una manifestazione svoltasi nei primi giorni di dicembre davanti a Palazzo Marino  ed organizzata da alcuni sindacati di base e dai Comitati di inquilini favorevoli alle occupazioni degli appartamenti di edilizia popolare lasciati colpevolmente sfitti dall’ALER, il “compagno” Limonta sia stato bersagliato da… un fitto lancio di uova. A conferma che il ruolo dei pretesi mediatori non è mai quello di rappresentare la parte in lotta difendendone le ragioni davanti al Potere bensì operare sempre e comunque, di fatto, nell’interesse e per conto della parte più forte di quelle in conflitto.
In fondo, e per fortuna di Limonta, si trattava soltanto di uova.
Non delle bastonate e delle sassate che il “gorilla” del sindaco meneghino ha più volte minacciato di bersagliare leghisti e fascisti.
Naturalmente a chiacchiere, come nella tradizione illusionistica, incantatrice di serpenti e parolaia di una Giunta che, “di sinistra”, può sembrare soltanto agli strabici.

Eugenio Colombo